Allora Leona Lewis non è un bluff

Eppure ci sarà. Spunterà qualcuno subito pronto a liquidare Leona Lewis con una risata: massì, è quella prodotta da X Factor inglese, tutta robaccia plastificata. E invece no. Il nuovo cd scintillante e ultraprodotto, farà la fine del precedente Spirit, che ha venduto un putiferio di copie battendo più record di Michael Phelps in piscina. In fondo la voce c’è, bella piena, colorata, implacabile sugli acuti come in Happy e morbida sui toni bassi di Stop crying your heart out, che è una cover degli Oasis come gli Oasis neanche se la sognano. E pazienza se gli arrangiamenti talvolta inciampano nei barocchismi e sono leziosi come un minuetto a Versailles perché quando apre la bocca lei, la ragazzotta inglese che faceva la cameriera, è davvero un’altra musica, eccome.