All'ospedale Gemelli cartella clinica su iPad

È il futuro che sta divenendo
realtà al Policlinico Gemelli di Roma dove da alcuni mesi è in corso il "progetto SiPad", la sperimentazione dell’iPad in
corsia, per avviarsi verso la frontiera della cartella clinica elettronica, aggiornata in tempo reale durante le visite in
reparto

Presto cartelle cliniche e polverosi archivi ospedalieri potrebbero divenire un ricordo e la "storia clinica" del degente essere scritta su un dispositivo elettronico che il medico porta sempre con sè anche quando va a fare le visite in reparto. È il futuro che sta divenendo realtà al Policlinico Gemelli di Roma dove da alcuni mesi è in corso il "progetto SiPad", la sperimentazione dell’iPad in corsia, per avviarsi verso la frontiera della cartella clinica elettronica, aggiornata in tempo reale durante le visite in reparto. La GESI (Gestione Sistemi per l’Informatica), spiega l’amministratore delegato Fabrizio Massimo Ferrara, ha integrato l’iPad nel sistema sanitario del Gemelli, per consentire agli operatori sanitari di operare in piena mobilità. L’iPad, già presente in molti reparti tra cui cardiologia, è usato nel ’giro-visitè, al letto del paziente, per leggerne i dati clinici, spiega Filippo Crea, Direttore del Dipartimento di Medicina Cardiovascolare del Policlinico Gemelli: "Possiamo vedere riportato sotto forma di grafico l’andamento temporale delle sue analisi del sangue, cosa utile se dobbiamo monitorare parametri che variano rapidamente nel tempo", come gli enzimi indicativi della funzionalità del cuore. Presto l’iPad sarà usato anche per inserire nuovi dati in cartella clinica e guardare referti come lastre o risonanze direttamente al letto del paziente mentre lo si visita. Inserire i dati in tempo reale renderà del tutto elettronica e paperless la cartella clinica. Addio quindi a cartelline con pagine fuori posto e ritardi nella notifica di richieste di prestazione a un degente che possono far slittare di un’intera giornata l’erogazione della prestazione, aumentando la durata (e i costi) della degenza. L’idea è estendere il progetto a tutti i reparti.