All'ospedale Sacco apre l'unità speciale contro l'ictus

I sintomi, anche i più leggeri, saranno valutati più velocemente e si interverrà nel giro di tre ore, aumentando le possibilità di sopravvivenza del paziente

«Non sempre i passi in avanti nella medicina, anche i più importanti, si compiono implementando nuove tecnologie o sviluppando la Ricerca. La Stroke Unit è uno degli esempi di quanto possa diventare decisiva un'organizzazione ottimale delle risorse umane e tecnologiche spesso in buona parte già presenti all'interno degli ospedali». Con queste parole il direttore generale dell'ospedale Sacco, Alberto Scanni, ha inaugurato, assieme all'assessore alla Sanità della Regione Lombardia Luciano Bresciani, la Stroke Unit all'interno della Divisione di Neurologia: «Un passaggio fondamentale e indispensabile per un grande ospedale come il nostro che si prepara a diventare parte integrante della Città della Salute».
Si tratta di una unità di cura semintensiva per ictus cerebrale di secondo livello e dunque abilitata a effettuare terapia trombolitica endovenosa. In questo modo sarà più facile effettuare la prognosi sia dell'ictus ischemico che di quello emorragico. Nel 2008 i pazienti colpiti da ictus ricoverati al Sacco sono stati 382; 400 nel 2009 e 316 fino a ottobre di quest'anno. «Abbiamo a disposizione 4 letti monitorizzati ed una equipe infermieristica dedicata - continua il direttore dell'unità di Neurologia Claudio Mariani -. Appena il paziente giunge in pronto soccorso, dopo aver effettuato tutti gli accertamenti utili a inquadrare il caso in regime di urgenza, si interviene immediatamente, se vi è l'indicazione (ictus ischemico) e non esistono controindicazioni, con la terapia trombolitica (somministrazione di un farmaco in grado di "sciogliere i coaguli") monitorando costantemente i parametri vitali».