Alluminio, i colossi russi verso la fusione

Dalle nozze tra Sual e Rusal nascerebbe il primo gruppo mondiale del settore. Via libera di Putin

da Milano

Un altro colosso russo sta per fare il suo ingresso sul mercato internazionale delle materie prime. Secondo il quotidiano di Mosca Kommersant Sual e Rusal, i due principali gruppi del settore dell’alluminio attivi nell’ex impero sovietico, dovrebbero annunciare in autunno la creazione di un monopolio nazionale che porterebbe alla costituzione del maggior polo mondiale del comparto. Le due aziende non hanno voluto commentare i «rumors» ma il Kommersant cita un partner del principale azionista di Sual, Viktor Vekselberg, secondo cui questi e gli altri soci potrebbero mantenere il 25% della società nata dalla fusione, mentre il proprietario di Rusal, Oleg Deripaska, ne otterrebbe il 75%.
Rusal è il terzo produttore mondiale di alluminio dopo la società statunitense Alcoa e la canadese Alcan. Il gigante che nascerebbe dalla fusione avrebbe una capacità produttiva di 3,7 milioni di alluminio l'anno, superando quindi sia Alcoa sia Alcan. Quanto al mercato russo, la posizione di assoluto monopolio (100% del mercato) non dovrebbe incontrare ostacoli dall'Antitrust. Secondo Kommersant, che cita fonti del Servizio Anti-monopolio, la legge russa non vieta una tale concentrazione se «permette di rafforzare la posizione di produttori russi sul mercato mondiale». Il quotidiano moscovita assicura che c'è già stato l'ok del presidente Vladimir Putin.
Le fonti sostengono che le compagnie hanno già sottoscritto una dichiarazione di intenti per la fusione all'inizio di questo mese e potrebbero annunciare l'operazione a metà ottobre.
In base ai primi dettagli dell’operazione resi noti le azioni di Vekselberg in Sual sarebbero valutate più di 5,5 miliardi di dollari. Nella sua veste di presidente della società, a febbraio scorso aveva dichiarato che la sua società sperava di trovare un investitore strategico per quest'estate. E non escluse la fusione con Rusal: «Se questo ci portasse un vantaggio sotto il profilo del business, perchè no?», disse allora Vekselberg.