Almeno 4 mesi per recuperare la Margaret

Alberto Vignali

da La Spezia

Ci vorranno almeno quattro o cinque mesi per liberare il porto della Spezia dalla presenza, scomoda e preoccupante, di Margaret, cioè della nave georgiana che è affondata sabato mattina all’alba nel corso di una tempesta. Ma ci vorranno anche due milioni di euro per poterla recuperare e salvare così il Golfo dei Poeti, le suo coltivazioni di mitili, le sue coste ed i parchi vicini da un disastro ecologico annunciato. Un inverno di paura prima che la parola fine possa essere messa sulla storia di questa carretta del mare, di cui non si trovano i responsabili armatori, che poteva navigare ma, più o meno, come una barca da diporto.
La nave, lunga novanta metri, adesso è riversa su di un fianco contro il lato esterno della diga foranea, ha circa 85mila litri di nafta pesante ancora nei suoi serbatoi, impossibile sino ad oggi vincere il maltempo ed il mare grosso per aspirare il carburante. L’unità resta così una bomba ecologica che, nel caso si spezzasse, distruggerebbe l’ecosistema di una gran parte del levante ligure. Sino a questo momento però la situazione resta sotto controllo, il movimento del cargo è vincolato al basso fondale e limitato al moto ondoso, sono poche migliaia i litri di nafta che sono fuoriusciti dalle tubature e dagli impianti dell’unità, ma l’intera area è chiusa da speciali protezioni galleggianti, le «panne», ed i mezzi speciali inviati dal ministero dell’ambiente hanno provveduto a bonificare immediatamente il mare segnato da queste piccole perdite. Non preoccupa il gasolio finora fuoriuscito dall’unità, ma il possibile disastro ambientale che scaturirebbe dalla rottura dei serbatoi. Intanto a pagare le conseguenze di questo naufragio, oltre che a vivere con la spada di Damocle sulla testa, sono gli abitanti del golfo e della costa limitrofa. Primi tra tutti coloro che in quel golfo ci lavorano. Il fermo della mitilicoltura sotto le feste natalizie rischia di mettere in crisi le 88 famiglie dei produttori di cozze. Il Comune della Spezia ha chiesto lo stato di calamità.
Il cargo è stato posto sotto sequestro. La nave, che è iscritta nel porto di Poti (Georgia), non è ispezionabile dai sub, troppo pericoloso sino a quando le condizioni meteo saranno incerte (ci sono già stati incidenti). Un buco nell’acqua anche la seconda diffida per l’armatore della nave Margaret da parte della Capitaneria di porto per che la bonifica. Un atto dovuto che però sembra esser andato a vuoto visto che l’armatore non ha dato cenni di risposta. La Capitaneria spezzina ha nel frattempo ricostruito la complessa struttura societaria proprietaria della nave. La proprietà risulta essere la società «Amaretto United corp» con sede ad Antalya (Turchia). La società armatrice la «Solaria shipping sa», mentre lo shipping management coincide con la società «Vizir co.as», con sede nella città di Lenina, nella zona di Kerson in Ucraina. L’agente incaricato è Viktor Zolotarenko, nome però non conosciuto nel mondo della marina mercantile. Insomma una situazione in cui sembra difficile potersi muovere. Il comandante Advantil Beridze, 56 anni, georgiano è indagato. La Capitaneria spiega che pur avendo ricevuto dalla sala operativa esatte indicazioni sul punto di fonda il comandante ha gettato una sola ancora ben oltre il punto assegnato. In sostanza, la nave era troppo vicina alla diga. La Margaret era partita dal porto di Genova e diretta a Varna in Bulgaria. Al momento della partenza il mare era poco mosso, come si dice in gergo, ma successivamente è arrivato un avviso di burrasca, così il cargo ha fatto rotta su Spezia, per poi affondare nel porto.