«Almeno i proprietari non paghino l’Ici»

Claudio Pompei

Azzerare l’Ici. È quanto, da più parti, viene chiesto al Comune in base alle norme contenute nell’ultimo decreto che proroga gli sfratti per le fasce deboli. A sollecitare il sindaco Walter Veltroni ci pensa per primo Fabio De Lillo, consigliere comunale di Forza Italia: «Ancora una volta i cittadini romani più deboli, abbandonati dall’amministrazione capitolina, possono sperare di essere aiutati soltanto dal governo Berlusconi: un governo già colpevole, stando almeno ai giudizi della sinistra capitolina poco incline alla lealtà istituzionale, di aver offerto alla capitale la Metro C, il completamento del Gra e tante altre soluzioni al traffico e ai problemi lasciati irrisolti da tredici anni di giunte di sinistra. La giunta Veltroni faccia la propria parte almeno azzerando l’Ici per gli immobili sottoposti a blocco dello sfratto». «Non vorremmo dover continuare a ricordare ai romani - continua De Lillo - che l’Ici è stata portata ai massimi livelli dal sindaco Rutelli e che il sindaco Veltroni in campagna elettorale aveva promesso di ridurla. Visto che non l’ha fatto, almeno la azzeri ai proprietari che gli consentiranno di affrontare l’emergenza. Il Prg è l’unico strumento efficace per passare una volta per tutte dall’emergenza alla soluzione del problema casa a Roma: noi ci batteremo affinché nel Prg vengano destinate aree a basso costo alla costruzione degli alloggi sufficienti a coprire la domanda di edilizia popolare, reperendo le risorse necessarie anche dalla vendita di quegli immobili dell’Ater che rappresentano ormai una remissione per l’amministrazione capitolina».
Duro anche il giudizio espresso da Luciano Ciocchetti, segretario regionale dell’Udc: «La politica abitativa portata avanti dalla giunta Veltroni è stata a dir poco fallimentare. Come è possibile che a Roma, il Comune territorialmente più vasto d’Europa, non si riesca a individuare aree da destinare all’edilizia agevolata e convenzionata?». «Nel nuovo Piano regolatore non è stato individuato neanche un metro cubo per l’edilizia sociale e l’edilizia pubblica - ha detto Ciocchetti - ma solo tante aree per i privati. La sospensione degli sfratti potrà essere anche un provvedimento importante ma non certo risolutivo. Infatti - aggiunge - qualsiasi altra iniziativa che verrà intrapresa dal governo rimarrà lettera morta se non verranno individuate aree utili per la costruzione di nuovi alloggi».
«La cronica penuria degli alloggi nella nostra città - prosegue Ciocchetti - è diventato un problema atavico per colpa di Rutelli prima e di Veltroni dopo. Il sindaco e l’assessore Minelli continuano a fare il gioco delle tre carte, scaricando le loro responsabilità in merito all’emergenza abitativa sul governo. È ora di fare chiarezza e di far conoscere la realtà ai cittadini».
Dalla parte dei piccoli proprietari si schiera anche Fabio Coglitore, segretario romano dell’Appc (Associazione Piccoli Proprietari Case): «Almeno non paghino più l’Ici», chiede. «Mi riferisco a quelli colpiti dal blocco degli sfratti - dice Coglitore - il Consiglio dei ministri ha di fatto bloccato gli sfratti colpendo esclusivamente il proprietario romano perché vive in una città con più di 2 milioni di abitanti. Auspichiamo che il prossimo sindaco di Roma azzeri immediatamente l’Ici».
Pesanti critiche al Comune anche da parte dell’Assocasa (Ugl). «Nella riunione del primo febbraio con il presidente dell’Ater di Roma Petrucci - annuncia il segretario provinciale del sindacato Donatella Giovanelli - chiederemo di conoscere quale sarà il documento programmatico o le linee guida che verranno illustrate. Visto e considerato che finora nulla è stato fatto in maniera risolutiva per tentare di risolvere l’annosa questione abitativa, con conseguenti tensioni sociali, è inopportuno proseguire delegando alle stesse persone che fanno gli stessi danni. Pertanto - conclude la Giovanelli - chiedo l’istituzione di un tavolo composto da Regione, Comune di Roma, Ater ed i sindacati di categoria. E fino a quando non sarà rientrata l’emergenza sfratti sarebbe opportuno che partecipi anche il prefetto di Roma».
L’assessore alle Politiche abitative del Comune, Claudio Minelli, si dice lieto della proroga: «Lavoreremo di concerto con l’Anci affinché in sede di conversione del decreto vengano tutelati gli sfrattati di Roma, come le seicento famiglie sfrattate a Milano, le mille di Firenze e quelle di Napoli».