Almunia all'Italia: "Tagli più incisivi sulla spesa pubblica"

La Commissione europea nel rapporto sulle
finanze pubbliche 2008 sottolinea che la spesa italiana "è di due punti superiore a quella dell’eurozona"

Bruxelles - Il livello della spesa pubblica in Italia "è incompatibile con il bisogno di ridurre rapidamente il livello molto alto del debito pubblico". È quanto afferma la Commissione europea nel rapporto sulle finanze pubbliche 2008, pubblicato oggi a Bruxelles, in cui si sottolinea che la spesa italiana "è di due punti superiore a quella dell’eurozona" e che "l’aumento costante della sua componente primaria dall’adozione dell’euro in poi contrasta con la riduzione registrata nell’eurozona".

Le tabelle dell’esecutivo Ue rivelano che la percentuale della spesa pubblica rispetto al Pil nell’eurozona è calata dal 47,3% del 2006 al 46,3% nel 2007, ed è prevista rimanere intorno al 46,2% quest’anno e nel 2009. In Italia, invece, la spesa pubblica si è ridotta solamente dal 48,8% al 48,5% dal 2006 al 2007, e nei due anni successivi risalirà al 48,7%. Bruxelles nota inoltre che "la composizione della spesa pubblica è rimasta praticamente invariata, riflettendo una certa rigidità nei meccanismi (di spesa) sottostanti".

I tecnici del commissario Ue agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia puntano il dito, in particolare, contro "i costi elevati per il finanziamento del debito e della spesa pensionistica, che penalizzano il resto della spesa sociale". "Infine - nota la Commissione - esiste una percezione molto diffusa - spesso corroborata da prove, che ci sono ampi margini per migliorare la qualità dei servizi forniti" dalle amministrazioni pubbliche.

Il rapporto della Commissione, riprendendo i dati delle "Previsioni economiche di primavere" pubblicate il 28 aprile, ricorda che il rapporto deficit/Pil dell’Italia dovrebbe salire dall’1,5% del 2007 all’1,9% nel 2008, per poi scendere all’1,6% nel 2009. Il debito dovrebbe calare molto lentamente, passando dal 104% del Pil dell’anno scorso al 103,2% e al 102,6% nei due anni successivi. Nello stesso periodo, l’avanzo primario strutturale calerà dal 3,5% al 3,1%, per poi recuperare leggermente al 3,3%. La crescita del Pil scenderà dall’1,5% del 2007 allo 0,5% nel 2008, salendo allo 0,8% nel 2009.