Almunia: non chiedo all’Italia la manovra-bis

«Non è realistica» una super-imposta sugli utili delle compagnie petrolifere

da Roma

La Commissione europea non chiederà lunedì - alla presentazione delle previsioni economiche di primavera (che secondo quanto anticipato dell’Ansa dovrebbero indicare una crescita per l’Italia dell’1,3% nel 2006 e nel 2007) - una manovra bis sui conti pubblici italiani. «Prima di ogni iniziativa bisogna parlare con il nuovo governo - spiega il commissario agli affari economici Joaquin Almunia, al termine delle riunione Ecofin - : sono desideroso di incontrare al più presto il nuovo ministro dell’Economia, ma bisognerà aspettare che Prodi si insedi».
Una posizione sensata, quella di Almunia, che trova conferma anche nelle parole del presidente di turno dell’Ecofin, l’austriaco Karl-Heinz Grasser: «Siamo solo all’inizio di maggio, e c’è tempo per affrontare i problemi dell’Italia. Mi aspetto che il governo Prodi adotti misure a riduzione del deficit». Quanto alla possibilità di rinegoziare i termini temporali per il rientro del disavanzo entro il 3% del pil, Grasser appare, per il momento, scettico. «Dobbiamo vedere che cosa succede. In Italia abbiamo avuto un risultato migliore per quanto riguarda il deficit 2005, nel 2006 la crescita economica sta facendo bene, e c’è un margine - spiega - per un’ulteriore riduzione del disavanzo. Ci aspettiamo che Prodi lo faccia, basta riprendere il lavoro fatto da Giulio Tremonti e cercare di applicarlo».
Grasser riconosce al governo Berlusconi la presentazione di un programma di consolidamento di bilancio già prima delle elezioni: «L’Ecofin ha già approvato quelle misure, ora è tempo di applicarle. Aspettiamo il nuovo collega (con tutta probabilità Tommaso Padoa Schioppa, ndr), e comunque telefonerò a Tremonti per ringraziarlo dell’ottima collaborazione e per il buon lavoro che, secondo me - conclude Grasser - ha fatto come ministro dell’Economia».
Con l’Ecofin, l’Italia ha concordato un percorso biennale di rientro dall’extra-deficit: a fine 2006, il rapporto fra disavanzo e pil dovrebbe essere ricondotto al 3,8%, per poi scendere sotto il 3% a fine 2007. La possibilità di una trattativa per allungare di almeno un anno questo percorso è stata già evocata da parte di alcuni esponenti dell’Unione, ad esempio da Enrico Letta. Ma per ora la proroga, come dice Grasser, «non è attuale», e se ne potrà discutere in futuro.
I ministri finanziari dei Venticinque, riuniti a Bruxelles, hanno espresso un rinnovato ottimismo sulla crescita economica europea, che dovrebbe superare le precedenti stime a dispetto del caro greggio. L’ultima previsione dell’1,9% sarà rivista, sempre secondo quanto anticipato dall’Ansa, al 2,1% sia per il 2006 sia per il 2007. L’idea di una super-tassazione delle grandi compagnie petrolifere, che si stanno avvantaggiando dei prezzi stellari del greggio, per il momento, però, non sfonda. Contrari soprattutto gli olandesi e i britannici (Paesi che hanno colossi come Royal Dutch Shell e Bp).
Si raffredda anche l’ipotesi di istituire un’autorità di vigilanza unica europea sul settore dei servizi finanziari. Grasser e molti altri sono favorevoli a mantenere a livello nazionale la vigilanza: «La liberalizzazione dei mercati e la battaglia contro il protezionismo - spiega - non sono connessi alla creazione di una nuova autorità».