Alonso tra 20 giorni sceglierà il futuro

Nostro inviato

a Budapest

Mentre il piccolo, capriccioso, prodigio festeggia la sua vittoria, mentre addirittura in Inghilterra i forum dei tifosi cominciano ad attaccarlo («meritava Alonso, non lui»), i due beffati dal ragazzo, Fernando e Ron Dennis, si guardano bene dal fare i pompieri. Come se il regolamento di conti all’interno del team fosse appena iniziato. Alonso, per sua indole, le somme le tirerà a fine stagione. Dennis valuterà nelle prossime 24 ore se presentare ricorso contro l’esclusione in questa corsa dalla conquista di punti e spiega di non aver gradito la reazione di Hamilton. Però ne parlerà all’interno del team. «Io credo nella parità di condizioni e diritti, ho costruito il team cercando di garantire a tutti i piloti questo trattamento. Ci sono squadre che per natura non lo garantiscono (sottinteso, la Ferrari, ndr), altre che non hanno auto competitive da offrire, altre che non hanno piloti forti. Quando ci si trova di fronte a una combinazione unica come la nostra, due fuoriclasse con auto veloci e pari opportunità, è normale che succeda tutto questo. Ma è faticoso e io sono stressato. Lewis mi ha offeso via radio? Vi piacerebbe che dicessi qualcosa, ma non voglio. Ci sono tre settimane di pausa per valutare meglio il da farsi». Qualcuno sostiene che Hamilton potrebbe piacere alla Ferrari, che Alonso è pronto ad andare via. «Ho due contratti pluriennali con i miei piloti e ho intenzione di rinnovarli. Vediamo che cosa faranno loro...». Hamilton, alla fine, farà il bravo. Fernando è ormai sul piede di guerra e di partenza. Dal suo clan, un’altra indicazione: «Fra venti giorni decideremo il da farsi... Nel senso del team dove andare, qui non ci staremo più...». Il campione del mondo dice: «La penalizzazione di sabato? È come quando ti fischiano un rigore ingiusto contro e tu giochi tutta la partita ad handicap. Sono cose strane, mi erano già successe lo scorso anno, poi avete visto che alla fine ha vinto quello giusto. Cioè io. Credo che andrà a finire di nuovo così. Sono fiducioso. Quanto a Lewis, se dipendesse da me non gli parlerei più: il rispetto reciproco è finito. Questa mattina era un uomo solo, tutti lo ignoravano, non ha rispettato le indicazioni della squadra. Quando sabato i giudici ci hanno chiamato, io e Dennis abbiamo dato la stessa versione, lui no... Certo che la Fia, ora, ha creato un brutto precedente: perché sarà difficile nei pit stop far caso anche al cronometro. La lotta iridata? Ho la sensazione che la Ferrari comici ad essere fuori...».