Alonso boccia Singapore: «Che rischi»

nostro inviato a Singapore
Tutti felici, contenti e illuminati. Tutti a dire che la luce made in Italy funziona eccome, tutti vogliosi di riprovare simili sensazioni perché «vivere di notte non è poi così male». La formula uno dei piloti robottini ha scoperto che la vita notturna si può fare.
In mezzo a tanti bene, bravo, bis si leva una sola voce alta e forte: quella di Fernando Alonso. L’unico capace di dire anche ciò che per comodità altri evitano di dire. Per cui applaude l’effetto by-night perché «lo trovo decisamente eccitante e mi sto anche divertendo e mi sembra valido, però ho notato che in alcuni punti la pista è ancora un po’ scura per i miei gusti (lo sottolinea pacatamente anche Barrichello). Soprattutto alla curva numero 5, dove arrivi dopo aver percorso l’intero circuito con un certo grado di luce e improvvisamente si abbassa un po’... e va sistemata anche nell’ultima».
«Ha ragione» ammette con franchezza Valerio Maioli, il papà costruttore di questo impianto, «ma riusciremo ad adeguare tutto, però so che Fernando è comunque contento della resa globale...». E quei due proiettori, sui 1.500 totali, spenti sopra i box di Renault e Bmw? «Ah, li avete notati? Speravo che passassero inosservati... allora confesso che in totale, lungo il circuito, sono quattro o cinque quelli che si sono spenti nella fase di riscaldamento... Però è un margine assolutamente calcolato, visto che la distanza fra ogni luce è di quattro metri, per cui non si notano cali».
Quindi luci promosse, curva cinque a parte. Ben diversa, invece, la situazione del circuito ed è su questo che Alonso tuona: «La verità è che bisogna evitare di correre su queste piste...». Frase a cui segue qualcosa che assomiglia molto a una profezia che si augura non s’avveri mai e che suona come un monito rivolto a chi gestisce la F1, da Ecclestone in giù, perché la si smetta con il proliferare dei circuiti cittadini giunti, con questo, a quota tre dopo Montecarlo e Valencia. «Perché le piste cittadine sono pericolose» spiega Fernando, «e bisogna evitare che si facciano gare su simili tracciati. Il giorno in cui, malauguratamente, e mi auguro fra tanti tanti anni, una monoposto dovesse avere un problema, allora non ci sarà via di uscita e si finirà contro il muro...». Sottinteso, «ci si farà molto molto male». E ripete: «Questo, come tutti i circuiti cittadini, è pericolosissimo... perché lo stesso problema tecnico (un cedimento, per esempio, ndr) su una pista tradizionale finirebbe in niente, qui invece...». Quindi il problema non sono le luci? «Macchè, se illuminassimo una pista tradizionale come quella in Malesia avremmo una gara bellissima, se illuminiamo qui in città la gara resta solo pericolosa».
Parole dure quelle di Alonso, parole che faranno arrabbiare Ecclestone e contraddicono l’entusiasmo del suo patron, Flavio Briatore che invece esulta: «Tutti i circuiti cittadini hanno un sapore speciale, sono il futuro della F1».
Quanto alla gara, alla sfida Hamilton-Massa, McLaren-Ferrari, i due ragazzi paiono tonici. Nelle libere il più veloce nella prima sessione è stato l’inglese (il suo tempo resterà il migliore della giornata), seguito da Massa. Nella seconda sessione Alonso davanti a Lewis e Felipe (secondo miglior tempo assoluto). A dirla tutta è però finita due a zero per l’uomo McLaren: nessuna sbavatura nelle tre ore di guida, contro due dritti del ferrarista. Dettagli.
Dirà Hamilton: «Le luci? Perfette, non mi hanno distratto, l’auto è ok, la pista affatica, un giro qui ne vale due a Montecarlo». E il brasiliano: «La F2008 va bene, luci ok, temo invece l’entrata e l’uscita dai box... sono pericolose». A proposito di pericoli: Trulli punito con 10.000 euro di multa per alcuni metri percorsi in contromano dopo un testacoda. Si difenderà: “Visto che la corsia dei box era vicina, mi è parso l’unico modo per raggiungerla togliendomi da una posizione pericolosa per me e gli altri”. E le luci non c’entravano.

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