Alonso: «Niente calcoli Datemi solo una macchina veloce»

Così. Potrebbe finire anche così la gara. Come impresso sui display dei cronometristi al termine della seconda sessione di libere in quel di Abu Dhabi, Gp nel deserto, corsa affacciata sul parco Ferrari che ci dirà se proprio la Ferrari avrà vinto il titolo. Hamilton primo, Vettel secondo, Alonso terzo e Webber quarto. Ovvero: certezza mondiale per la Rossa. Oddio, gli uomini di Maranello e l’asturiano in primis preferirebbero risultato più tondo e gara senza far da prosciutto e sottiletta dentro il toast Red Bull, ma all’occorrenza anche questo finale andrebbe bene. Tanto più che, cercando di decodificare i tempi di ieri, emerge la sensazione forte che Hamilton creda comunque e sempre nel miracolo mondiale e che potrebbe combinarne delle belle. Meglio dunque affrontarlo con circospezione e magari lasciarlo andare, visto che le proverà tutte. Anche se per vincere il titolo dovrà sperare che Alonso non prenda un punto, che Webber non vada oltre il sesto posto e Vettel oltre il terzo. Insomma, dovrebbe andare in scena la rivoluzione. Però, visto che il Circus a trecento all’ora è un mondo strano, mai dire mai. A maggior ragione sapendo che Hamilton ha detto «non ho nulla da perdere, sono gli altri che hanno tutto da perdere ed è bello essere ancora in lotta e poterla addirittura influenzare».
In effetti, autoscontri esclusi, l’inglese potrebbe trasformarsi da nemico giurato di Alonso a involontario alleato del ferrarista e questo ancor più nel caso andasse a vincere con Alonso subito dietro. Un Alonso che anche ieri ha proseguito nel suo approccio dialettico alla vigilia mondiale: «Abbiamo iniziato con il piede giusto, raccogliendo molti dati che ora sono al vaglio dei nostri ingegneri - ha detto -. La prima cosa da fare, di venerdì, è verificare che tutto sia a posto e che ci sia corrispondenza fra il comportamento della vettura e quello previsto dalle simulazioni. Poi si passa a cercare di migliorare la prestazione attraverso dei cambiamenti di assetto e di carico aerodinamico... Ed è quello che abbiamo fatto durante le tre ore in pista. Siamo piuttosto soddisfatti del livello di competitività della vettura e della facilità con cui si guida ma siamo anche consapevoli che c’è ancora del potenziale da tirare fuori per andare più veloci. Quanto alla qualifica, sarà molto serrata: mi auguro di essere più vicino alle Red Bull di quanto successo in passato. E, comunque, è inutile mettersi a fare speculazioni sui possibili scenari che potranno verificarsi in gara: concentriamoci su noi stessi e su come far andare più veloce la macchina».
Parole sante. Anche perché, se la sensazione forte è che Hamilton mediti l’impresa, la sensazione grande è che le due Red Bull, ieri, si siano un po’ nascoste.