Alonso in rosso? Ecco perché non è impossibile

E quindi? Adesso che si fa? C’è un solo modo per venire fuori dalla sgradevole situazione: vincere il mondiale. Altrimenti sarà inevitabilmente un crescere di domande e risposte. È la vita, sono le corse. Se la Ferrari non riuscirà a mettere in tasca questo campionato, ora che davanti non c’è più solo prodigio Hamilton ma anche la McLaren nella classifica costruttori, sarà per tutto l’inverno un proliferare di chiacchiere e se e magari...
Colpa del trionfo di Alonso. E non c’entrano il meccanico della rossa che ha sbagliato e il povero Massa pirlato. C’entra invece Kimi Raikkonen spatasciato sul muretto di Singapore, il campione che non vince dal gp di Spagna, fine aprile, il campione che continua a inanellare inutili giri veloci. Giri che però non portano punti e gloria.
Quanto ha fatto domenica notte Alonso ha dato nuovo vigore al tema. Perché lo spagnolo è ancora libero sul mercato e prende tempo per dire sì, resto in Renault, no, vado via in Bmw o alla Honda. Come se aspettasse qualcosa, un ribaltone, una rivoluzione.
Che sia così? Difficile crederlo. Tanto più che Raikkonen ha appena rinnovato fino al 2010 e il presidente Montezemolo ha fatto capire che Kimi è uomo a cui si deve gratitudine per aver vinto all’esordio in Ferrari un titolo difficile. Tutto vero e tutto sacrosanto. Da tempo gira però voce che sarebbe stato proprio il finnico ad esercitare l’opzione di rinnovo con il Cavallino. Chissà...
In mezzo a tante incertezze, di nuovo quell’unica verità: portarsi a casa il titolo per mettere a tacere tutti. Perché Massa è bravo e non è giusto che per colpa di un Kimi così sbiadito si senta dire in giro, tra i maligni del paddock, «ah, con la F2008 Fernando avrebbe già vinto il mondiale da un pezzo».