Alonso sul tetto del mondo È il più giovane della storia

Lo spagnolo, terzo in Brasile, conquista il titolo con due gare di anticipo. Vince Montoya, Schumi 4°

da Interlagos

A Fernando Alonso servivano sei punti. E sei punti sono arrivati. Grazie al terzo posto di ieri nel gran premio del Brasile, a Interlagos, il pilota spagnolo è diventato il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1. Ventiquattro anni compiuti da poco più di un mese, asturiano di Oviedo, Alonso ha chiuso la gara dietro alle due McLaren di Juan Pablo Montoya e Kimi Raikkonen. Quarta la Ferrari di Michael Schumacher, che ha duellato per tutti i 71 giri con Giancarlo Fisichella, quinto sull’altra Renault e primo degli italiani. Sesta la Ferrari di Rubens Barrichello. «È impossibile dire come mi sento, è stata una gara lunga, pensavo in continuazione al titolo», sono state le prime parole di Alonso dopo l’abbraccio alla squadra guidata da Flavio Briatore. «Sono contento per Alonso - racconta Schumacher -. Se toccherà a me nel 2006? La prossima sarà un’altra stagione».
Lo spagnolo l’aveva detto alla vigilia. «Devo mantenere la concentrazione e non fare errori». Alonso parte bene, conserva il primo posto davanti a Montoya e Raikkonen. Posizioni subito congelate dalla safety car, costretta a intervenire per un incidente alla prima curva. Sono tre le vetture coinvolte, le due Williams di Pizzonia e Webber e la Red Bull di Coulthard. Una carambola che costringe i tre al ritiro.
Si aspetta la pioggia, ma dal cielo scendono solo poche gocce. Montoya è il più veloce, passa Alonso, primo a fermarsi ai box. Tocca poi a Montoya, infine a Raikkonen. A metà gara è il pilota colombiano a guidare il terzetto, seguito dal compagno di squadra.
Arriva per tutti il secondo stop, che non cambia le posizioni. «Il gioco di squadra? Non lo faremo», aveva detto Ron Dennis, patron della McLaren. E così è stato. Montoya taglia per primo il traguardo, al compagno di squadra Raikkonen, che insegue Alonso in classifica, resta il secondo posto. Comunque, la vittoria non gli sarebbe bastata: Alonso, terzo, ottiene i 6 punti che gli permettono di diventare campione del mondo con due gare di anticipo.
Per lo spagnolo quella di Interlagos è stata una gara «tutta calma e attenzione». «I primi venti giri sono stati i più duri e dopo il primo pit stop ho capito che non potevo contrastare le McLaren sul giro - racconta -. A quel punto ho controllato. Dai box mi dicevano di tener duro, che mancava poco e alla fine ce l’ho fatta».
Alonso è il primo pilota spagnolo a diventare campione del mondo di Formula 1. In Brasile è arrivato anche il padre, José Luis, insieme a tanti tifosi asturiani. Nella sua città, dove in migliaia hanno seguito la gara davanti ai maxischermi, subito dopo l’arrivo si è scatenata la festa.
Grazie alla doppietta di ieri, la McLaren ha superato la Renault nella classifica costruttori. Per capire chi erediterà il trono tenuto a lungo dalla Ferrari si dovrà aspettare l’esito delle ultime due gare, in Giappone (9 ottobre) e Cina (il 16).