«Alp» cambia per essere più magazine

Da gennaio si cambia. I buoni propositi di inizio anno sono stati presi alla lettera anche dalla rivista Alp, che cambia abito e target editoriale. Dalle monografie bimestrali tematiche che avevano trasformato il magazine in una guida da conservare, a discapito della varietà di tematiche e proposte, si torna alla versione delle origini (Alp esiste dal 1985), più diversificata e attenta ai vari ambiti della montagna. Previsti undici numeri all’anno. Attenzione all'attualità del mondo alpino, alle notizie, alla cronaca di esplorazione, alla creatività, all'elaborazione di proposte. Copertine curate nell'aspetto grafico che romperanno con le tradizioni, come per i contenuti, a dimostrazione del fatto che l'ambito verticale è sempre più dinamico e distante dagli stereotipi dei montanari d'altri tempi. Ogni numero prevede un ampio speciale, dedicato a un tema, a una disciplina o a un personaggio: si parte con il ghiaccio, a febbraio seguirà lo scialpinismo. Per la prima uscita, un testo di Ezio Marlier dal titolo «Ice Tour, il globetrotter del ghiaccio da ovest a est sulle Alpi», oltre alle proposte per arrampicate su ghiaccio sui Pirenei di Inaki Kabo. C’è un’intervista di Stefano Ardito a Nives Meroi, la donna alpinista più conosciuta del momento; Carlo Alberto Pinelli racconterà la sua esperienza tra le montagne della guerra in Afghanistan; Tommy Caldwell parlerà della Yosemite Valley. E ancora un racconto inedito dello scrittore Erri De Luca e i fumetti realizzati da Paolo Cossi e Andrea Gobetti.