Alpinismo, morto sul K2 il trentino Michele Fait

L'alpinista, 44 anni, ha perso la vita sulla seconda vetta più alta del mondo. Fait stava tentando la discesa con gli sci: i compagni hanno visto l'incidente dal campo base

Trento - Michele Fait è morto la scorsa notte mentre stava tentando la discesa estrema sugli sci del K2 (la seconda montagna più alta del mondo). Di lui si erano perse le tracce ieri, ma solo questa mattina la notizia è rimbalzata prima sui blog di altri alpinisti impegnati nella scalata della vetta himalayana, poi la conferma ufficiale è arrivata dai familiari dell’alpinista. Secondo le prime informazioni, Fait, 44 anni, è precipitato in un canalone con gli sci: la scena è stata vista anche dal campo base, tanto che subito alcuni alpinisti hanno cercato di avvicinarsi al punto dell’incidente. Poi, la tragica conferma: il corpo di Fait era ormai senza vita.

Secondo tentativo Lo scalatore trentino Michele Fait aveva già tentato la scalata del K2 il 7 luglio 2007 in compagnia di Stefano Zavka, Mario Vielmo, Michele Fait e Daniele Nardi. In quell’occasione, sorpreso da una bufera notturna, si fermò a 500 metri dalla vetta, posta a quota 8.611. L’assalto riuscì ai compagni di spedizione. Quell’impresa venne seguita, in parte, anche dalle telecamere della Rai e dal giornalista Marco Mazzocchi per una docu-fiction finalizzata a ricordare anche, a molti anni di distanza, la prima volta che il K2 venne scalata da Ardito Desio e altri compagni italiani. In quell’occasione Maria Emanuela Desio, figlia del grande scalatore Ardito Desio che per primo raggiunse la cima del K2 nel ’54, commentò: "Ogni volta che qualcuno sale su quella vetta provo una forte emozione, perchè quella è la montagna di mio padre. È certamente la montagna più difficile. In pericolosità batte anche l’Everest - spiegò Maria Emanuela Desio -. Mio padre l’amava proprio per questo, anche se incute molta paura". E a conferma della pericolosità della montagna poco prima che gli italiani raggiungessero la vetta, uno sherpa nepalese, che stava accompagnando un gruppo di alpinisti coreani, cadde nel vuoto da 8.100 metri di quota.