Alpinista muore sull’Himalaya

da Bergamo

Morto come il fratello, durante una spedizione sull'Himalaya, a un anno e mezzo di distanza. È un destino tragico quello che ha accomunato Sergio e Marco Dalla Longa, alpinisti bergamaschi che hanno pagato con la vita il loro amore per la montagna. Sergio Dalla Longa è morto durante la scalata del Dhaulagiri, a 8.167 metri. È successo l'altro ieri, quando la spedizione bergamasca, divisa in due gruppi, stava facendo una puntata verso la vetta, dopo giorni passati al campo in attesa di un miglioramento delle condizioni meteorologiche.
Dalla Longa faceva parte di un primo gruppo, con la moglie Rosa e Stefano Magri. A poca distanza dalla vetta lo scalatore è scivolato, forse perché un rampone ha ceduto, ed è precipitato per pochi metri: nonostante la grande esperienza, lo scalatore non è riuscito a coordinarsi nella caduta e ha battuto la testa contro una roccia, morendo sul colpo per un trauma alla nuca. Dalla Longa è stato soccorso dal medico di un'altra spedizione, ma non c'era più niente da fare. La via che il gruppo intendeva seguire era quella dei primi salitori, Kurt Diemberger, Peter Diener, Ernst Forrer, Albin Schelbert, Nima Dorjee e Nawang Dorjee, che il 13 maggio 1960 raggiunsero la vetta del Dhaulagiri.
La spedizione, partita lo scorso 21 marzo, era composta da Rosa Morotti, moglie della vittima, da Mario Merelli, Domenico Belingheri, Stefano Magri, dal lecchese Mario Panseri e dalla spagnola Lina Quesada. Nel settembre 2005, sempre sull'Himalaya, era morto per un malore il fratello di Sergio Dalla Longa, Marco, 41 anni, capospedizione, mentre tentava di scalare la cima Nanda Devi, la montagna sacra dell'Himalaya indiano. Una montagna che la spedizione ufficiale del Cai di Bergamo, di cui Marco Dalla Longa era il leader, voleva affrontare per una via nuova, senza l'ausilio di portatori d'alta quota, su un versante, quello Est, non ancora salito: due giorni prima lo stesso Marco Dalla Longa aveva comunicato la rinuncia della spedizione a continuare a causa delle forti nevicate che, da più giorni, rendevano impossibile ogni attività alpinistica, oltre che estremamente pericoloso proseguire nella nuova via. A stroncarlo fu un edema cerebrale determinato da attività in alta quota. Marco Dalla Longa aveva 41 anni.