Alpitour, fatturato e redditività in crescita

nostro inviato a Marrakech
Il gruppo Alpitour - primo tour operator italiano e tra i primi dieci in Europa, con 2 milioni di clienti, 1,3 miliardi di fatturato e l’ultimo bilancio riportato all’utile - prevede aumenti di ricavi in linea con la crescita del settore turistico (circa il 4% all’anno) ma un raddoppio della redditività nell’arco del piano triennale 2007-2009, che salirà al 4-5% sul fatturato, a livello dei concorrenti europei. Obiettivi ampiamente raggiungibili secondo il presidente e amministratore delegato Daniel John Winteler, che intende agire su una maggior flessibilità dei metodi di gestione, per ottenere - in un settore con molti fattori di rischio - maggiore «stabilità e prevedibilità del business». Tra le destinazioni offerte dal gruppo, il Paese leader resta l’Italia, con 400mila clienti, metà italiani e metà stranieri: e proprio sull’Italia saranno concentrati la maggior parte degli investimenti previsti (80 milioni) nell’arco del piano. Programmata, tra l’altro, la crescita delle strutture ricettive e un aumento dei dipendenti dagli attuali 4mila a 4.900.
Gli alberghi a Roma passeranno da quattro a sette, e nuove aperture sono previste a Milano e a Firenze. In tre anni la clientela verso l’Italia crescerà del 50%, a 600mila persone. Winteler - in un incontro a Marrakech, dove ha sottoscritto un accordo con il governo - ha ripetuto «siamo all’anno zero», per indicare le forti potenzialità che il gruppo intende esprimere. Buoni anche i risultati della compagnia aerea Neos (controllata al 100%), che fattura 140 milioni «con una redditività più che positiva». I passeggeri trasportati sono 390mila, 300mila dei quali sono clienti del gruppo (per il quale rappresentano però il 50% dei clienti charter totali). Interrogato sulla privatizzazione dell’Alitalia, Winteler ha ammesso «che il gruppo è stato contattato per la partecipazione a una cordata. Ma - ha detto in maniera secca - intendiamo starcene alla larga».