Con Alta Badia e Val Gardena l'Italia vince la Champions del turismo invernale

I due comprensori dolomitici al primo e secondo posto (alla pari con Zermatt) nella classifica stilata dalla Rivista del Turismo del Tci su 111 località delle Alpi: Badia e Corvara in testa con 68 punti su 80 grazie a piste, panorami, alberghi e... chef

Andrea Cuomo Sono italiane le migliori località sciistiche delle Alpi, con i comprensori dell'Alta Badia e della Val Gardena (Selva e Santa Cristina) in testa. Lo dice un'accurata classifica pubblicata sulla Rivista del Turismo edita dal Touring Club italiano che si pone come guida per chi debba ancora prenotare la sua settimana bianca o per chi voglia farsi venire la tentazione di bissare... La classifica mette in fila 111 località alpine (36 italiane, 24 svizzere, 24 francesi, 22 austriache, tre tedesche, una slovena e una in Liechtenstein) in base a sedici indicatori: la situazione geografica; lo scenario montano; la qualità dell'insediamento; il clima; gli impianti di risalita; varietà e ampiezza delle piste; collegamenti tra valli; sicurezza della neve; accesso estivo a punti panoramici o ghiacciai; rapporto fra letti in seconde case e letti alberghieri; totale del letti turistici; animazione; distanza da grandi città; accoglienza; immagine complessiva. Le varie voci sono state ponderate per importanza a formare un punteggio massimo di 80. Ed è il comprensorio con i comuni di Badia/Abtei e Corvara, in Alta Badia, nell'Alto Adige, quella che ci si avvicina di più, con 68 punti, ben sette in più rispetto agli inseguitori: Zermatt in Svizzera e la non lontana Selva-Santa Cristina di nuovo in Alto Adige. Nella top ten (che in realtà è una top twelve a causa dei pari merito) altre quattro località italiane: Cortina d'Ampezzo nel bellunese, quarta con 60 punti; Canazei in Trentino e Ortisei in Alto Adige, seste a pari merito con 56; Livigno in provincia di Sondrio, decima a 55. Tra loro, nell'eccellenza sciistica, l'austriaca Kitzbühel (57), le svizzere Grindelwald, Sankt Moritz (entrambe con 56), Gstaad e Davos (55). L'Alto Adige conferma la qualità delle sue località piazzando molto in alto anche Brunico (52), San Viglio di Marebbe (51) e Castelrotto (48). le altre località italiane in classifica sono Courmayeur in Val d'Aosta (22° posto con 51 punti), San Martino di Castrozza e Madonna di campigolio in Trentino (30° posto con 49), Arabba-Marmolada nel Bellunese (39° posto con 48), Ayas-Champoluc in Val d'Aosta e Zoldo Alto-Civetta nel Bellunese (50° posto con 45), Gressoney in Val d'Aosta (56° posto con 44), Vigo-Pozza di Fassa in Trentino e Breuil-Cervinia in Val d'Aosta (64° posto con 42), Sauze d'Oulx, prima località del Piemonte, e Ponte di Legno Tonale tra Lombardia e Trentino (70° posto con 41), la piemontese Macugnaga, la valdostana Thuile e la veneto-trentina Falcade-San Pellegrino (79° posto con 39), Andalo-Paganella in Trentino, Obereggene-Deutschnofen in Alto Adige, Madesimo in Lombardia (86° posto a 38), le piemontesi Bardonecchia e Alagna-Valsesia (91° posto con 37), la piemontese Sestrière e la trentina Folgarida-Marilleva (100° posto con 34), la lombarda Aprica e la veneta Asiago (103° posto con 33), Limone Piemonte (107° posto con 32) e la piemontese Prato Nevoso-Artesina (111° e ultimo posto con 25). Insomma, in Italia tante luci ma anche qualche ombra. Ma naturalmente è bello concentrarsi sull'eccellenza. E quindi sull'Alta Badia, vera trionfatrice di questa opinabile ma assai documentata graduatoria. A premiare il comprensorio altoatesino la lunghezza e la bellezza delle piste di sci alpino (tra le quali la spettacolare Gran Risa, che ospita tutti gli anni uno slalom gigante di Coppa del Mondo) e di sci di fondo (l'Armentarola è stata sede a dicembre della Coppa Europa),e la bellezza mozzafiato dei panorami, la ricchezza e la qualità dell'offerta turistica, i tanti eventi che rendono piacevole anche il dopo-sci. L'Alta Badia è poi la mecca degli sciatori-gourmet, vantando ben tre cuochi stellati nel raggio di pochi chilometri: Norman Niederkofler del St Hubertus dell'hotel Rosa Alpina di San Cassiano, Claudio Melis della Siriola dell'hotel Ciasa Salares sempre di San Cassiano e Claudio Spicocchi della Stüa de Michil dell'hotel La Perla di Corvara. I tre cosiddetti «dolo-mitici» (occhio al trattino) sono stati i padroni di casa nell'edizione 2009 dell'ormai tradizionale Chef's Cup che dal 18 al 20 gennaio ha visto loro e tanti loro colleghi italiani e stranieri sfidarsi sulle piste da sci, ai fornelli e nel golf. Ma spente le luci della mondanità continuano tutti giorni a dispensare il loro talento gastronomico. Perché dopo aver inanellato piste su piste, i peccati di gola sono più perdonabili.