Alta velocità: Liguria a traino del Piemonte

Paolo Bertuccio

da Alessandria

Il Terzo Valico? Un'opportunità da non farsi assolutamente sfuggire. E se l'entusiasmo per questa regola d'oro dovesse rischiare di scemare tra gli amministratori liguri, ecco che un'iniezione di fiducia potrebbe arrivare direttamente dal Piemonte. Il patto in materia di alta velocità tra le due giunte regionali è stato ufficializzato ieri ad Alessandria, con l'ingresso dei rispettivi assessori alle Infrastrutture, Luigi Merlo e Daniele Borioli, nell'esecutivo di Slala, società logistica dell'arco ligure e alessandrino.
Piemonte e Liguria, dunque, d'ora in poi «lavoreranno come se fossero una sola regione», assicurano i due assessori, che tengono a sottolineare l'importanza della loro joint venture: «È la prima volta - spiega Merlo - che qualcuno presenta un approccio diverso al problema del Terzo Valico, un progetto che va oltre le inutili polemiche politiche. Noi infatti stiamo creando una visione di sistema, un sistema che comprende la Liguria con i suoi porti e il Piemonte con il suo ruolo di retroporto». Solo aggiornando la nostra rete ferroviaria, aggiunge il suo collega torinese, «si potrà cogliere l'occasione di coordinarsi con le moderne infrastrutture svizzere».
Non c'è spazio per chi, anche e soprattutto all'interno delle stesse maggioranze di centrosinistra che governano Liguria e Piemonte, si oppone fermamente alla realizzazione dell'opera. Il giudizio di Borioli, che già si trova a fronteggiare la protesta anti Tav della Val Susa, è piuttosto netto: «Il “no” alle linee ad alta velocità si basa su un'analisi ingannevole della situazione dei trasporti. La crescita, è vero, è molto lenta in questi anni, ma proprio a causa dell'inadeguatezza delle infrastrutture. Come ripeto sempre ai valsusini, basterà un minimo di ripresa economica perché le linee si intasino: ecco perché bisogna correre ai ripari quanto prima». Rincara la dose Merlo: «Non è giusto pensare di sfruttare ulteriormente i valichi liguri già esistenti, obsoleti e inadatti con le loro pendenze proibitive».
Tutto è pronto, almeno in apparenza, per fare fronte comune e incamminarsi verso Roma con una serie di proposte da sottoporre al Governo, prendendo però le distanze dal precedente esecutivo di centro destra, accusato di aver promesso la realizzazione di questa e altre opere «senza poterne garantire la copertura finanziaria». L'intenzione è quella di tornare con in tasca garanzie immediate per il finanziamento dei lavori del nodo ferroviario di Genova e con un accordo di programma che possa definire i tempi della costruzione della linea. «Ridiscutere i tempi e le modalità - precisa Borioli - non significa rinunciare all'idea».
E potrebbe essere accolta positivamente l'offerta del presidente della Carige Giovanni Berneschi di finanziare, almeno in parte, il Terzo Valico. Merlo non cita direttamente il nome del banchiere, ma si dice pronto a discutere le proposte dei privati, invitando anche i titolari dei terminal a farsi avanti per contribuire alla nascita della linea.