AltaRoma chiude e guarda al suo futuro

Anna Maria Greco

È un libanese a chiudere la kermesse di AltaRoma: Abed Mahfouz, che sfila a Villa Massimo immaginando il viaggio di una zarina da San Pietroburgo a Kabul, per riempire di lusso il suo guardaroba. E da questo straniero, preoccupato per il suo Paese in guerra e per le difficoltà di tornarvi, viene un’inaspettata dichiarazione d’amore per la capitale. «Roma mi ha dato molto: qui ho cominciato a sfilare pochi anni fa con la mia alta moda e da allora mi si sono aperte tante porte, mi sono fatto conoscere nel mondo. Non la tradirei mai per Parigi». Dall’Italia Mahfouz, che nel suo atelier di Beirut produce molto per il mondo arabo, guarda ora all’interessante mercato russo, mentre produce nel nostro Paese una linea di prêt-à-porter che sarà diffusa tra qualche mese negli Usa. La famosa modella Maria Buccellati incarna la sua bellissima zarina, che sceglie preziose gonne di seta o broccato con grandi fiori dipinti e ricamati a mano di cristalli, ricchissimi giacchini con i tradizionali motivi russi, stravaganti gioielli etnici e borsette che suonano per i campanellini afghani.
Malgrado le polemiche AltaRoma si tiene a galla e, superata quella che lo stesso presidente Stefano Dominella definisce «un’edizione-ponte», guarda al futuro con molte idee. Ci sarà anche l'alta moda maschile nell’edizione di gennaio e ne curerà il progetto il presidente onorario di AltaRoma, Beppe Modenese. A luglio, invece, sfileranno le pellicce che negli ultimi tempi tornano prepotentemente sulle passerelle, con buona pace degli animalisti. La Tricotcouture, tema di quest’appuntamento con l’interessante progetto di Angelo Cavagna, è comunque un trend da seguire, esplorando tutte le possibilità della maglieria sofisticata. Ma l’idea è di puntare la prossima volta su un tema sociale, come quelli delle detenute-sarte o dei rom, che hanno avuto tanto successo. «Roma conferma il suo ruolo di vetrina del made in Italy», dice il vicesindaco Maria Pia Garavaglia. E il suo sostegno sarà importante per realizzare quella Casa della moda, che Dominella immagina come luogo che conserva lo stile e forma sarti, ricamatrici, tagliatori, gli artigiani indispensabili per non far morire l’alta moda. Per questo AltaRoma punta sui giovani e sulle scuole dei nuovi stilisti. Nelle prossime missioni all’estero, a Dubai e a Bombay, accanto ai grandi nomi, come Sarli, Balestra, Gattinoni, ci sarà un talento emergente, anche per invogliare gli stranieri a venire a studiare moda in Italia. E le scuole sono state protagoniste negli ultimi giorni. Giovedì l’Istituto europeo di Design aveva presentato i modelli di 12 giovani ispirati alla vela e ieri si sono viste le fantasiose creazioni degli allievi dell’Accademia Koefia, coordinati dalla disegnatrice di Valentino Giusi Ingallinera. quelle dell’Accademia Reale di Moda e Costume, di quella dei Sartori, di quella Altieri e dell’Istituto Superiore di Design. Infine, Angelo Vitti, che ha presentato in una performance al Supperclub i suoi vestiti come quadri incompiuti per globetrotter di lusso.