AltaRoma tra donne-birillo e proposte in 3D

Ironiche «donne-birillo» con cappelli fatti di capelli per Lorenzo Riva. Rutilanti «abiti-cioccolatino» per Renato Balestra. Tailleur sobri e sofisticati per Camillo Bona. Completi trasformabili con pennellate alla Pollock per Susanna Liso de Le tartarughe. Couture dadaista moderna e giovane per Silvio Betterelli. Modelli tridimensionali per il libanese Tony Ward. L’alta moda ha tante facce e nelle sfilate romane c’è da scegliere tra classico e sperimentazione, estroso e low profile. Ma il filo conduttore di molte collezioni è il fiore: gonne-corolla, colli come petali, maniche a bocciolo.
Dopo la giornata del gran rientro, con sfilata in Campidoglio affollata di vip, della milanese Raffaella Curiel che ha dato una lezione di stile con le sue creazioni sofisticate dedicate a Roma, ecco l’altro stilista meneghino: Riva. Attorno alle gonne anni ’70 mette raffinati cerchi di tessuto che ricondano quelli del gioco hula hop. Di grande effetto gli abiti e i tailleur con tessuto bianco-nero di pied de poule gigante. Degni di Jeanne Moreau i lussuosi abiti-icona dai tessuti pastello, con organze ricamate e fiori di pizzo. Lo stilista porta in passerella la presidente di Alta Roma, Nicoletta Fiorucci, che chiude così tra gli applausi il suo mandato.
Dei tailleurs bianchi Balestra sottolinea le linee con borchie d’acciaio, ma il romanticismo prevale nel vestito-fiore dalla gonna di petali e la vita drappeggiata come il calice floreale. Arcobaleni di chiffon, tubini spumeggianti di tante piccole rouches, scialli di tulle e una sposa con tralci di fiori tra le righe degradanti. É la Miss Italia Maria Perrusi, statuaria nei suoi 187 centimentri di altezza. Una torta meringata bianca con il logo RB in blu Balestra per festeggiare la collezione.
Ritorno all’alta moda esclusiva per Bona, che ha in prima fila principesse arabe venute per l’occasione. In passerella completi da giorno rigati color panna, bianchi, corda, beige e blu, lane lavorate a double anche per spolverini con intarsi di rose stilizzate e pizzi , tubini di linea semplice ma valorizzati da ricami con budellini realizzati a mano. E per la sera seta e lino con corpini segnati dalle nervature. Tutto nel segno della discrezione e della misura.
«Untitled», si chiama la nuova collezione della Liso, reduce dal Salone del pret à porter di Parigi dove ha avuto successo anche tra i buyers arabi. Alla galleria d’arte Hybrida, presenta in una suggestiva performance un’idea di moda che parte dalla fotografia e dalla pittura, dall’ espressionismo astratto del secondo dopoguerra. Pennellate a mano sui vestiti di seta e lino, sempre giovani e contemporanei, sono la novità di questa stagione e citano Pollok, Newman, Rothko, Steele. Ma ci sono anche i must del marchio, con gli abiti in maglia rigati tra linee slim e forme oversize, oltre alle grandi stole in organza di seta. Le collane delle modelle le ha create Filomena Di Camillo, che ha perso bottega e casa nel sisma de L'Aquila, ma non ha perso la fiducia.
Dopo il lusso dello stilista siriano Rami Al Ali ecco il libanese Tony Ward, che presenta abiti lunghi, corti, fascianti, di un lusso elaborato che piace alle sue clienti famose, da Mariah Carey a Whitney Houston, da Suzy Amis a Kayla Ewell.
Ma a Roma crescono anche i giovani: lo stilista sardo Betterelli è già un marchio conosciuto e presenta una bella sfilata, davvero di femminilità sofisticata e aerea, che rivisita l’icona del tubino, in chiave aerodinamica, con trame a mosaico di rouche . Interessante anche il final work degli allievi dell’Accademia di Costume e Moda: di alcuni di loro si sentirà parlare perchè hanno presentato prove di stile e di originalità che fanno ben sperare nel futuro della moda.