AltaRoma al via tra tricolori, «amori intercettati» e polemiche

Sarli ieri ha celebrato a suo modo l’Italia campione del mondo, domani Gattinoni gioca con gli scandali

Anna Maria Greco

L’omaggio ai campioni del mondo arriva anche dalle passerelle dell’alta moda romana. Un maestro sofisticato come Fausto Sarli fa sfilare nel cortile di Palazzo Valentini dive di Hollywood che compongono il tricolore, mentre suona l’inno di Mameli: rosso è l’abito della bionda top Eva Riccobono, Claudia Cedro indossa un modello bianco e la modella turca Tuge è in verde. Tre vestiti che saranno venduti per beneficenza, a favore di «Save the children». Ma simboli della stupefacente collezione dello stilista napoletano sono il bolero tridimensionale costruito da piume nere che sfoggia la mongola Alona e la versione a una sola manica che fa della top romana Maria Carla un uccello del Paradiso. Sarli chiude alla grande la prima giornata di AltaRoma, annunciando che una Fondazione conserverà il suo prezioso archivio storico. Il suo braccio destro, Alberto Terranova, difende il ruolo della capitale nell’alta moda, con un parallelo calcistico: «La Francia l’abbiamo battuta ai Mondiali e possiamo batterla anche con i nostri abiti». A proposito di calcio e campioni, ieri nella sfilata Kids for Kids c’erano anche gli abiti per bimbi della linea «Never Without You» che al 50 per cento appartiene a Francesco Totti e Ilary Blasi, che sono anche testimonial di un’iniziativa nata quasi insieme al loro piccolo Cristian.
A Roma si punta molto sulla sperimentazione e sulla ricerca dei nuovi talenti e sfilano i finalisti del concorso Who’s on Next, organizzato da Vogue Italia e AltaRoma: Vinciane Stouvenaker e Massimo Mariotti della griffe De Couture e lo stilista di scarpe Courtney Crawford. In prima fila, il ministro dello Sport, Giovanna Melandri, appena rientrata dalla finale in Germania. «Sono qui - dice - per testimoniare l’attenzione del governo per i giovani creativi». Ma le polemiche non mancano, perché la direttrice di Vogue Italia, Franca Sozzani, se ne esce con questa frase: «Ogni città ha il suo ruolo e Roma non è una città della moda. Bisogna arrendersi: deve avere solo un ruolo di scouting». La replica viene prima dal presidente di AltaRoma, Stefano Dominella: «Il fatto che AltaRoma e Vogue Italia facciano un concorso e una sfilata assieme smentisce certe frasi malintese». E poi dal vicesindaco, Maria Pia Garavaglia: «Io non mi arrendo al fatto che Roma non sia una città della moda. Nessuno può deciderlo dall’esterno. Vogliamo essere giudicati sulle capacità».
Talento e vera sperimentazione, anche quelli di Giovanni Cavagna, che con tre studenti di moda ha lavorato al progetto sul tema della manifestazione, il Filo e presenta originali modelli con una fibra che s’illumina di notte o un filato di seta e pelle. Sulle passerelle romane anche i fatti di cronaca ispirano gli abiti. Domani, per Gattinoni sfilerà il modello dell’«Amore intercettato», con un riferimento alle pruriginose rivelazioni su starlette e veline a disposizione di politici e principi come Vittorio Emanuele. E il figlio, Emanuele Filiberto, ignorando lo scandalo che travolge il Casato, invia alla stilista montenegrina Marina Nikolic un messaggio di ringraziamento, con tanto di stemma Savoia, perché ha dedicato la sfilata di oggi alla bisnonna, la regina d’Italia Elena di Savoia, originaria della sua terra.