Althusser, lettere a una moglie che verrà strangolata

Escono in Francia le lettere inedite a Helene, la moglie che il filosofo marxista strangolò nel 1980. Dichiarato insano di mente, non venne mai condannato per il delitto. L'epistolario mette in luce il delirio di un uomo psichicamente malato, tra genio e violenza

«Il futuro dura per molto tempo» è stato il titolo della sua autobiografia. Il passato invece dura per sempre, soprattutto se ha lasciato segni indelebili di dolore e letteratura come nel caso di Louis Althusser. Segni che popolano i libri di filosofia e le carte private del pensatore marxista, come le lettere alla moglie Helene Rytmann, che lui strangolò il 16 novembre 1980, divenendo così il primo criminale della storia della filosofia.
Le missive inedite di Althusser alla sua sposa saranno pubblicate in Francia mercoledì 18 maggio dall'editore Grasset a cura di Olivier Corpet e con la prefazione di Bernard Henri Levy (720 pagine, 24 euro). L'epistolario si intitola «Lettres à Helene. 1947-1980». E proprio Levy scrive che le oltre 250 lettere mostrano «la genealogia della demenza» di Althusser, filosofo mito degli anni Sessanta-Settanta, icona del pensiero marxista, autore di un saggio amato dagli intellettuali comunisti europei dal titolo «Per Marx».
Dichiarato mentalmente infermo al momento dei fatti, Althusser non venne mai processato e sopravvisse dieci anni all'omicidio della moglie. Su questa oscura vicenda, le lettere a Helene costituiscono un aspetto importante e complementare all'autobiobiografia scritta da Althusser dopo l'assassinio, e apparsa nel 1992 con il titolo «L'Avenir dure longtemps».
Dal carteggio emerge il caos mentale di Althusser, la sindrome bipolare che gli fece alternare depressioni profonde, curate con l'elettroshock e dosi massicce di Valium, con fasi di iperattività, moltiplicando le conquiste, intellettuali e sessuali. Al centro dell'epistolario c'è la passione sfrenata per Helene, conosciuta all'indomani della Seconda guerra mondiale, di dieci anni più anziana di lui, ebrea e partigiana. Le lettere furono ritrovate nella casa di Althusser alla sua scomparsa e da allora sono conservate negli archivi dell'Imec di Parigi. Passioni amorose e riflessioni su filosofia e politica sono frequentemente interrotte dal racconto di Althusser sulla sua sofferenza psichica, descrivendo i soggiorni nelle cliniche psichiatriche, la «confusione mentale» e gli stati di «assenza», le cure con «grandi dosi di Serpasil più sonno e poi gli elettrochoc se ce ne sarà bisogno». Il tutto in una descrizione perfetta e agghiacciante del groviglio pastoso di caos, violenza e genio che incendiava la mente del filosofo. Tanto da fargli cinicamente e rassegnatamente dichiarare di «non aver alcuna illusione sulla vita che mi aspetta».