"Altitude", le montagne del mondo sul Ghiacciaio della Val Senales

Fino al 10 settembre aperta la mostra fotografica di Gottlieb Kaserer: venti scatti d'autore delle grandi vette del mondo

Guardando dalla grande sala del Glacier Hotel Grawand si ammirano decine di vette alpine al di sopra i 3000 metri, tuttavia le cime che circondano l’hotel più alto d’Europa, sul Ghiacciaio della Val Senales, in Alto Adige, appaiono quasi modeste a confronto delle gigantografie esposte dal bolzanino Gottlieb Kaserer. L’occasione è Altitude, la bella mostra fotografica dei viaggi in alta montagna fatti dall’autore. Venti scatti da montagne di tutto il mondo.

Le foto sono state ingrandite e stampate su pannelli di plastica, Wittfrieda Mitterer che cura la mostra, ha posizionato le immagini in una grande sala dell’Hotel Grawand creando un percorso rilassante per il visitatore. Gli ospiti possono spaziare tra le immagini esposte e poi scoprire dal vivo, all’aperto, le cime sopra i tremila metri.

L’ idea di quest’ “incontro in alta quota” è di Wilfrieda Mitterer del Curatorium per i beni tecnici culturali e di Kaserer che con la sua macchina fotografica ha intrapreso numerosi tour in alta montagna. Kaserer, 69 anni originario di Bolzano, vive in un maso di Parcines ed è socio del Fotoclubs Kolping di Bolzano. Il direttore delle Funivie Ghiacciai Val Senales Elmar Pichler Rolle, promotore di questo progetto, commenta: “Per i visitatori del Ghiacciaio della Val Senales è un’occasione unica visitare le nostre montagna e nel frattempo ammirare anche quelle degli altri continenti”.

All’inaugurazione hanno partecipato tra gli altri anche il sindaco della Val Senales, Karl Josef Rainer, e Arthur Scheidle del Curatorium per i beni tecnici culturali. La mostra è aperta tutti i giorni fino al 10 settembre, quando pecore e pastori fanno rientrano in Val Senales dalle transumanza estiva attraversando il ghiacciaio.

Nella foto, da sinistra: Elmar Pichler Rolle, direttore delle Funivie Ghiacciai Val Senales, il fotografo Gottlieb Kaserer e Arthur Scheidle, Curatorium per i beni tecnici culturali