«Un alto commissario per l’emergenza rom»

Secondo il prefetto Carlo Mosca è la soluzione per coprire l’inadeguatezza delle strutture istituzionali

Sulla questione rom, le strutture istituzionali sono inadeguate. Lo sostiene il prefetto Carlo Mosca, che è intervenuto a un incontro al Senato sui migranti, organizzato da Rifondazione comunista di Palazzo Madama: «Dovremmo immaginare un’Agenzia nazionale dei rom o un alto commissario», ha detto Mosca. Una proposta che raccoglie il plauso anche del vicesindaco di Milano Raffaele De Corato.
Secondo il prefetto, in Italia ci sarebbero 140mila nomadi, la metà dei quali minori. Un numero esiguo rispetto ai 58 milioni di italiani e quindi non tale da costituire un pericolo. «L’ipotesi di concentrare su un nuovo organismo (già presente in altri Stati europei come la Romania) la competenza - dichiara Mosca - potrebbe permettere di coniugare le esigenze di sicurezza con quelle dell’inclusione. Servono anche strumenti di conoscenza sulla questione, soprattutto mirati alle politiche per l’inclusione». L’arma da non usare sarebbe quella della repressione, che finirebbe per creare altri problemi. «Infatti - prosegue - quei pochi delinquenti, che pure ci sono, monopolizzano l’attenzione della comunità a svantaggio di tutti. L’Agenzia dovrebbe invece occuparsi dei rom e di tutti i nomadi, cioè di quelle comunità senza territorio. È un tema su cui è necessaria una riflessione comparata. Sappiamo di persone che vivono stanziali a Roma da 40 anni, come si fa a dire che sono nomadi?».
Mosca sottolinea che la prima emergenza vera a Roma è la casa e nel momento in cui si avviano percorsi per affrontare la questione abitativa, come l’edilizia popolare, si può risolvere in tempi medi anche il problema della precarietà degli italiani. «Si evita cioè la contrapposizione fra questi ultimi e gli altri ritenuti diversi - conclude -. Fra l’altro, se si costruiscono nuove case ci saranno più occasioni di lavoro, anche per i romeni: questa è politica sana per la sicurezza».
Giovanni Russo Spena, capogruppo dei senatori di Prc, ha annunciato che il suo gruppo proporrà di istituire una Commissione parlamentare di studio sulle povertà nelle borgate metropolitane, che si occupi sia degli indigeni sia degli stranieri. «Si parla di rom e romeni con accenti xenofobi e razzisti - dice Russo Spena -. Invece il fenomeno si può governare mettendo insieme la questione sicurezza e i diritti. Fra l’altro, in tutta Italia ci sono esperienze già in atto, sperimentazioni che ci dicono che si può combattere la paura».
«Ha ragione il prefetto - gli fanno eco i consiglieri comunali di Alleanza Nazionale Luca Malcotti e Federico Guidi -. Non è più il tempo delle parole, il governo e il sindaco si devono attivare per la costituzione di un alto commissario per l’emergenza rom». Anche Marco Pomarici, vicecapogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, approva la linea di Mosca: «Dovrà essere coadiuvato anche da collaboratori in ogni regione e riteniamo imprescindibile una sinergia tra questa entità e i comandi di polizia delle città, che attraverso un monitoraggio capillare potranno intervenire sia per l’ingresso che per l’espulsione di coloro che non si atterranno alle nostre leggi». «Altra funzione importante - conclude l’esponente azzurro - la verifica di coloro che, nonostante siano nella condizione di essere espulsi, per “disattenzione” del governo Prodi e dell’amministrazione di sinistra del sindaco Veltroni, continuano a circolare nelle nostre strade».