Alto rischio per i direttori generali delle Asl

L’unica crisi della quale si sono accorti, almeno finora, i cittadini del Lazio è quella della sanità. Perché la stanno pagando sulla propria pelle, a differenza della crisi finanziaria internazionale che ancora non ha prodotto, a livello locale, effetti devastanti. La spesa delle famiglie per la salute è cresciuta enormemente a seguito dei provvedimenti varati dal commissario Marrazzo nell’ambito del piano di rientro del deficit sanitario: ticket di 3,50 euro su ogni farmaco non generico, superticket di 10 euro per ogni prescrizione diagnostica. Ma la «compartecipazione alla spesa» - come la chiama Marrazzo - non basta a riequilibrare i conti della sanità, nemmeno sommata ai risparmi derivati dalla chiusura di ospedali importanti, di decine e decine di cliniche convenzionate e dal taglio di migliaia di posti letto. Tanto che il governo ha ritenuto necessario nominare un sub-commissario per affiancare il presidente della Regione.
«Con intelligenza Marrazzo fa buon viso a cattivo gioco» spiega il senatore Cesare Cursi (Pdl), presidente dell’Osservatorio Sanità e Salute e presidente della commissione Attività produttive di palazzo Madama. «Anche se non è stata ancora ufficializzata la nomina - anticipa Cursi - il sub-commissario sarà il direttore dell’Agenzia sanitaria della Puglia Mario Morlacco, la cui esperienza non potrà che essere utile alle future scelte commissariali».
Uno dei primi provvedimenti del sub-commissario - lascia intendere Cursi - potrebbe essere il cambiamento dei direttori generali delle Asl che, evidentemente, qualche responsabilità sugli sforamenti dei tetti di spesa ce la devono avere. C’è da ricordare che si tratta di manager tutti nominati da Marrazzo con lo spoil system selvaggio che è costato ai contribuenti del Lazio un enorme aggravio dovuto ai risarcimenti stabiliti dai giudici. L’ipotesi non viene smentita dallo stesso Marrazzo: «L’obiettivo - spiega - è talmente importante che tutta la squadra dovrà saper rispondere agli obiettivi del commissario». In merito alla facoltà di Morlacco di cambiare i direttori generali, Marrazzo ammette solo che «se ci fossero le condizioni è nelle prerogative commissariali».
Ma non finisce qui. Come rende noto il capogruppo dei socialisti riformisti (Pdl) alla Regione Donato Robilotta, «il Consiglio dei ministri ha impugnato ieri davanti alla Corte costituzionale alcune norme dell’assestamento di bilancio della Regione Lazio a partire da quella che riguarda la proroga dei direttori generali». Un altro preciso segnale, quindi, che rafforza l’ipotesi di un prossimo cambiamento ai vertici delle Asl. «Perciò aveva ragione l’opposizione quando affermava che - commenta Robilotta - il presidente Marrazzo avrebbe fatto bene a non inserire quelle norme nell’assestamento di bilancio».