Altobelli: «Ma il grande assente sarà Moggi»

Dopo oltre un anno di veleni, ripicche, sfottò e tensioni, il derby d'Italia torna ad essere una partita e non una specie di faida da dramma shakespeariano. Juventus-Inter si lascia alle spalle Calciopoli, il gran tradimento di Ibrahimovic e gli scudetti contesi a suon di sentenze, e diventa nuovamente una sfida di vertice. «Finalmente - esordisce Alessandro Altobelli, uno dei grandi doppi ex di questa classicissima -. Questa partita ci è mancata e sarà bello rivedere le due squadre combattere sul campo. Soprattutto con questa Juve tenace e sorprendente».
È infatti il ritorno della Vecchia Signora a rendere la partita di domani ancor più emozionante: «Ranieri sta facendo cose ammirevoli - commenta Roberto Boninsegna, un passato in entrambe le squadre ma un cuore che batte per l'Inter -, ma vedo i nerazzurri in vantaggio: una squadra che ha 5 attaccanti che sarebbero titolari in ogni big d'Europa non può non essere la favorita assoluta, sia domani sia per il campionato».
Dunque bilancia che pende in favore dei campioni d'Italia, che secondo Altobelli «schierano più giocatori in grado di cambiare l'inerzia della partita». La Juve è però tutt'altro che sconfitta in partenza: «Lo zoccolo duro bianconero aspetta da parecchio questa sfida e avrà motivazioni particolari - ricorda Franco Causio, per vent'anni all'ombra della Mole -: Buffon, Nedved e Del Piero sono giocatori di esperienza e sapranno gestire la tensione senza il rischio di sentire troppo la gara».
Gli uomini decisivi saranno però i due centravanti. Così, se Causio punta su Trezeguet, «che oltre a fare gol quest'anno ha dimostrato di essere diventato anche un prezioso uomo squadra», Altobelli vede protagonista Ibrahimovic «che sarà riposato e desideroso di fare bella figura contro i suoi ex tifosi». E proprio il ritorno a Torino dello svedese potrebbe essere una chiave della partita, anche se - come ammonisce Altobelli - «i difensori della Juve non avranno molto tempo di pensare al trattamento da riservare al loro ex compagno: dovranno più che altro impedirgli di giocare come sa».
La sfida tra gli allenatori vede invece in parità Mancini («Guida la squadra con più qualità») e Ranieri («Nel prepartita è un muro di gomma indecifrabile, ma la sua Juve ha ancora esposto il cartello di lavori in corso»). Una parità che Causio vedrebbe bene anche al 90', perché «per la Juve sarebbe un risultato positivo».
Ultima battuta sul Grande Vecchio che fino a due anni fa guidava la Juventus e sognava i risultati finali la sera prima del match: domani si sentirà la mancanza di Luciano Moggi? Altobelli sorride: «Sarà difficile non sentirla. Ci vorranno decenni per ritrovare una squadra in grado di vincere quanto la Juve di Moggi. Parlo naturalmente di quanto visto in campo in quegli anni. Quello che succedeva fuori è un altro discorso».