Altolà di Castelli: devoluzione o finisce tutto

Il Guardasigilli: «Se non passa il federalismo, questa alleanza non ha più ragione di esistere né ora né per la prossima campagna elettorale». Vertice azzurro con Berlusconi

Anna Maria Greco

da Roma

O devoluzione, o morte della Cdl. Il grido garibaldino di Roberto Castelli apre l’offensiva leghista di fine estate sul federalismo. E questo alla vigilia della convention della Cdl a Reggio Calabria ribattezzata proprio «Devolution Day». «La riforma costituzionale - dice il ministro della Giustizia al Tg3 - è il perno fondante della maggioranza, senza questa riforma non c’è più neanche questa alleanza».
Un avvertimento che segue di poco quello lanciato il 18 agosto dal collega-ministro del Carroccio Roberto Calderoli all’Udc: «Se si mettesse di traverso, non solo la Lega uscirebbe dalla coalizione, ma non ci sarebbe più la Cdl». Ora, è Castelli a replicare alle dichiarazioni di alcuni centristi ma anche del ministro di An Francesco Storace, che hanno messo in discussione l’approvazione della devoluzione entro la fine della legislatura.
«Se non passa il federalismo - spiega il Guardasigilli - questa alleanza non ha più ragione di esistere, né per quanto riguarda la maggioranza di governo né, a maggior ragione, per la prossima campagna elettorale». E il ministro si augura che le tensioni sulla leadership della Cdl non si scarichino sull’iter della riforma.
Tutto per preparare il terreno al confronto di oggi, nella convention targata Cdl di Reggio Calabria che s’intitola «La sfida delle riforme», dove sono attesi i leader della maggioranza. È ormai imminente la terza lettura alla Camera del progetto di riforma costituzionale e l’incontro sarà di fatto l’inizio della campagna elettorale, il primo importante banco di prova per la tenuta della coalizione. Il principale sponsor è certo la Lega, anche se l’iniziativa è stata annunciata a fine luglio, nel pieno della bagarre sul partito unitario, da Silvio Berlusconi. Grande organizzatore della kermesse il ministro delle Riforme Calderoli, affiancato dal suo sottosegretario, l’azzurro Aldo Brancher, da sempre ambasciatore del Cavaliere presso il Carroccio.
Il centrodestra riparte dal Sud per prepararsi al difficile appuntamento del 2006. Ogni partito si sta organizzando e il vertice di Fi si è dato appuntamento ieri in Sardegna, a Villa Certosa, dove il Cavaliere ha chiamato a raccolta il coordinatore nazionale Sandro Bondi, il vice Fabrizio Cicchitto, Mario Mantovani, responsabile del «motore azzurro» (la macchina organizzativa per le prossime elezioni), il coordinatore dei collegi Denis Verdini e Mario Valducci, responsabile degli Enti locali. L’incontro per definire il programma di fine legislatura, la strategia per le elezioni politiche, la mappa dei collegi e dei candidati è slittato ad oggi, perché alcuni dei partecipanti sono arrivati in tarda serata. Il confronto è stato solo avviato attorno al tavolo della cena, ma oggi entrerà nel vivo. Si sarebbe già deciso che ogni collegio camerale nazionale di Fi avrà un’organizzazione e un responsabile territoriale della campagna, a disposizione dell’Alleanza. I responsabili azzurri, a prescindere dal partito di appartenenza del candidato della Cdl, avranno il compito di sostenerlo.
Uno dei principali problemi della Cdl è bloccare l’emorragia di voti meridionali che si è vista nelle ultime regionali. E con la convention di Reggio Calabria la maggioranza vuole convincere gli elettori più scettici del Mezzogiorno che la riforma del governo non è contro di loro, che aiuterà tutto il Paese e non i «lumbard» e il Carroccio. Si prevedono circa 2 o 3mila persone: deputati, senatori, europarlamentari, consiglieri e assessori regionali, provinciali e comunali, al fianco dei big del centrodestra. An ha mobilitato i suoi quadri dirigenti, Fi ha preparato varie iniziative, compresa una campagna di informazione con dvd sul federalismo. Chi latita sono i centristi. Ma la Cdl attuerà comunque una vera e propria strategia per il Sud che prevede anche il cosiddetto «Consiglio dei ministri itinerante»: dopo Reggio Calabria, Berlusconi ne presiederà uno a Palermo.
Ancora di devoluzione si parlerà sabato, in un convegno alla Festa Tricolore di Mirabello (Ferrara) per la ripresa dell’attività politica di An. Il ministro Calderoli e il capogruppo di An al Senato, Domenico Nania, si confronteranno sul tema: «La riforma della Costituzione per la nuova Repubblica degli italiani».