Altolà delle famiglie: le lasagne non si toccano

Non togliamo le lasagne dal menù dei bambini. Il 62,7 per cento dei genitori delle mense delle scuole del Comune servite dalla società Milano Ristorazione sono favorevoli al mantenimento delle lasagne nel menù. Anzi, le chiedono a gran voce poiché i figli ne sono ghiotti. È l’esito del referendum tra le famiglie lanciato dalla società che gestisce la refezione scolastica a fine marzo per prendere una decisione sul «lasagne sì» o «lasagne no» a pranzo. Le polemiche sul piatto non sono nate dai bambini, che le hanno sempre mangiate, ma da un gruppo di mamme, dopo il ritrovamento di peli e particelle di cotenna bovina in alcune porzioni in una scuola elementare di via Iseo. In tanti avevano chiesto di cambiare fornitore.
«Al termine della raccolta e dello spoglio dei 71.066 questionari consegnati alle famiglie, spiegano i responsabili della Milano Ristorazione - si sono dichiarati favorevoli al mantenimento delle lasagne nel menù 21.891 genitori (62,7%). Contrari sono stati invece 12.073 genitori (34,6%). Curioso vedere che le schede bianche sono state 930, pari a una percentuale del 2,7%. «Le mamme - aveva spiegato la consigliera comunale Patrizia Quartieri - ci avevano chiesto di eliminare i prodotti industriali a base di carne, di macinare i pezzi sul momento, di ricorrere alla filiera corta e non ai fornitori esteri. Come mai polli e mozzarelle provengono dalla Germania, i latticini da aziende che producono latte in polvere? E poi siamo sicuri che 160mila piatti e 80mila bicchieri di plastica (comprese le guaine protettive in pvc che col calore si deformano) siano la soluzione più ecologica e sana?». Michele Carrubba della Milano Ristorazione aveva dato precise garanzie: «Scegliamo solo prodotti di prima qualità, i cibi vengono esaminati al magazzino di Linate. La nostra non è un azienda a scopo di lucro ma di servizio, i menù sono studiati a tavolino da esperti nutrizionisti».