«Altra giornata nera per i mezzi pubblici»

«Come in un brutto film dove non appare mai la parola fine, ogni giorno lungo le strade romane succede qualcosa. Ma sempre di negativo». Così il capogruppo della Democrazia Cristiana per le Autonomie alla Pisana, Fabio Desideri, commenta l’incidente di via Prenestina. «Un’altra giornata da dimenticare per il trasporto pubblico capitolino - a detta del consigliere regionale -. Dopo quattordici anni di amministrazione del centrosinistra, la cura del ferro ha fatto il “botto”». Desideri punta il dito contro la scarsa trasparenza sui disagi subiti lunedì scorso dagli utenti delle linee di Porta Maggiore, Prenestino e Termini, a causa di un calo di energia che ha causato il blocco totale dei tram nella zona. «Di tutto ciò non si è saputo nulla. L’Atac si è ben guardata dal diffondere una nota esplicativa, di spiegazione e di scuse. Men che meno il sindaco, ormai troppo distratto». Come ulteriore esempio, l’esponente Dc cita la soppressione della linea tranviaria numero 3, stazione di Trastevere-Valle Giulia, «scomparsa dal 2005. Sono trascorsi due anni e il Campidoglio non ha ancora detto una parola».
Al centro del dibattito anche l’inadeguatezza delle corsie preferenziali per i mezzi pubblici. Per il Cesmot (Centro studi sulla mobilità e i trasporti), «la furbizia idiota di un motociclista che, tagliando la strada a un tram, ha causato un tamponamento, mette in luce la necessità di protezioni più decise e fisicamente non oltrepassabili lungo le corsie preferenziali. Servono cordoli e marciatram, e non bastano le semplici borchie». Proposta condivisa dall’Osservatorio Sociale, il cui presidente Luigi Camilloni chiede «più controlli sulle corsie preferenziali». Per il Cesmot, la soluzione al traffico di Roma sarebbe proprio il tram, a patto che si realizzino «nuovi percorsi, nuove linee e maggiori protezioni».
Il presidente del gruppo Misto in Campidoglio, Fabio Sabbatani Schiuma, invita invece a evitare speculazioni politiche sull’incidente. Soprattutto, non bisogna assimilarlo a quello avvenuto qualche mese fa nella metro A, che «fu provocato dal mancato uso della tecnologia, sacrificata per trasportare un maggior numero di passeggeri». «Un piano di emergenza per incidenti e cali di energia» è necessario, per il Codici, a fronte del massiccio afflusso di turisti di questi giorni.