Un’altra giornata di puzza alla Foce

Un pool di esperti di Comune, Provincia, Amga, Arpal, Genova Acque. Le più avanzate tecnologie che uniscono ricerca chimico-batteriologica e moderni software. Un sofisticato naso elettronico che sniffa l’aria ormai ininterrottamente da settimane.
Ma la puzza, la nauseabonda flatulenza che assedia i quartieri di Foce, Carignano, e anche la zona di Corvetto non accenna a cedere. È del tutto sfuggente. Ma, a onor del vero, altrettanto «democratica»: risce a entrare indisturbata in tutte le case - ai piani terra come negli attici, nei monolocali e nei lussuosi appartamenti vista mare con salone triplo. Nei negozi e negli uffici. Non tiene conto se s’intrufola in narici aristocratiche o popolane. E beffa tutti. Come ieri, giornata di «maccaia». Aria pesante, cielo coperto, smog alle stelle, aria ferma. E tanta puzza. Tanto che i centralini dell’Arpal sono stati presi d’assalto dai cittadini imbufaliti. «Non riusciamo nemmeno a tenere le finistre aperte - dicevano alla Foce -, stiamo soffocando con questo caldo è una situazione insostenibile. Ma il Comune cosa fa?». Il Comune, almeno per il momento, ha preso coscienza che i miasmi ci sono. Eccome. Tutto da scoprire da dove arrivino. «Abbiamo chiamato a raccolta anche i tecnici della Provincia - spiega l’assessore comunale alle Manutenzioni, Walter Seggi, che comincia ad essere un po’ preoccupato -. Domani (oggi ndr) ci riuniremo tutti per fare il punto della situazione». Il Comune, insomma, cerca rimedi, ma c’è il fondato dubbio che si tratti soltanto di palliativi, visto che finché non si scopre l’origine dell’odore difficilmente si potrà intervenire sulle reali cause del fenomeno. Fenomeno tanto più insostenibile con il clima estivo, caldo e afoso di questi giorni.
Tra le possibili origini sono state elencate qualche falla nascosta nella rete fognaria, un malfunzionamento del depuratore di Punta Vagno, o i lavori sul Bisagno. In particolare il Bisagno è stato il principale «indiziato» fin dal primo istante, tuttavia il cantiere sul torrente è stato già quasi del tutto scagionato, nonostante la puzza sia cominciata proprio in concomitanza dei lavori.
«Non sappiamo ancora da dove venga l’odore - spiega Seggi - cercheremo tuttavia di trovare il sistema di contenere i disagi per la gente, perché ci rendiamo conto che il problema esiste». Fino ad oggi il naso elettronico ha rilevato la puzza, sì, ma l’esame dei rilevamenti non ha portato a una loro origine possibile. La soluzione del problema non sembra vicina. Si prospettano tempi duri per chi vive alla Foce e a Carignano. C’è solo da sparare nella Tramontana.