Un’altra neonata trovata morta nella spazzatura

da Roma

Ha cercato fino all’ultimo di nascondere la sua emorragia e la sua vergogna. Ma è bastata una visita medica per capire che la giovane nigeriana aveva partorito in casa, in fretta, prima di abbandonare la sua neonata in un cassonetto, chiusa senza vita dentro una busta di plastica del supermercato, proprio come un sacchetto dell’immondizia. Dopo la giovane donna russa che ha abbandonato la sua neonata ad Acerra, si ripete nella periferia della capitale lo stesso dramma. Vite ai margini, dove si vive anche in dieci in pochi metri quadrati e dove un figlio è un lusso. Che non ci si può permettere. E così, sabato sera, a Roma, si è ripetuto lo stesso drammatico copione: un parto arrangiato, l’abbandono della neonata in un cassonetto dei rifiuti, e poi l’emorragia e la corsa in ospedale. Tutto di corsa per non aver neanche il tempo di pensare al gesto compiuto.
Erano da poco passate le 23, ieri sera, quando una telefonata anonima arriva al 118. La donna arriva in ospedale in preda a una grave forma di setticemia post parto. Muta, ripetendo di non parlare italiano, la donna non spiega dove sia il neonato. Il sospetto della dottoressa di turno si trasforma poco dopo nella drammatica scoperta della polizia: in via dei Giardinetti, alla periferia sud della città, a poca distanza dall’abitazione della nigeriana, gli agenti scoprono dentro un cassonetto una busta del supermercato con all’interno la neonata morta.