Altra notte in cella per Gascoigne dopo sbornia e rissa in discoteca

Claudio De Carli

C’è gente che vorrebbe farci credere che ormai certe vicende border line di Maradona, Romario e Gascoigne non fanno neppure più notizia. Frottole e il vecchio Gazza, trentanove anni, è lì a dimostrarlo: ieri ha fatto nuovamente visita alle patrie galere di Sua Maestà, la notizia è volata su Internet e tutti se la sono bevuta d’un fiato. L’ex calciatore di Tottenham Hostspurs e Lazio, puntuale come la vendemmia, non si è mai fatto mancare un goccetto e in Inghilterra si sa che una notte in guardina non la si nega a nessuno, l’accoppiata vincente resta sempre sbornia e rissa. L’intervento della polizia è stato chiesto attorno alle 3,40 del mattino da un uomo di 43 anni che asseriva di essere stato assalito da Paul. Le ricerche sono state fatte esclusivamente nei pub della zona e Gazza era lì, in un night di South Kensington, 4,20 di un’alba uguale a tante, arrestato per lesioni corporali senza neppure il tempo di finire la birra. Nella sua autobiografia Gazza ha confessato tutto, comprese le legnate che ha riservato alla povera Sheryl che poi andava a riprenderselo mezzo nudo su una panchina del parco, mentre lui piangeva e le implorava perdono. Paul li ha sempre chiamati i demoni dell’alcol, ha tentato di liberarsene, è scappato lontano, perfino in Cina, ma poi è tornato all’alcol con il medesimo entusiasmo che fremeva in Ian Rush quando poteva infilarsi in un pub di Flint a giocare a freccette. Uno dei tanti goodfellas che popolano lo sport, le biografie di Tony Adams e Roy Keane sono la bibbia in materia, comprese le notti in cella a smaltire, come quelle capitate al pompierone danese di Stig Tofting, affettuosamente chiamato dagli amici Bulldog. Stig nel 1999 si era fatto 20 giorni di carcere per aver menato un ragazzo di ventidue anni in una discoteca e nel 2002 quattro mesi per avere messo ko il cuoco del Cafè Ketchup, uno dei ristoranti più shic di Copenhagen durante la festa post mondiale nippocoreano. Con un momentaneo commiato di prima grandezza: ha menato tutti i compagni di squadra fra gli antipasti e le lasagne alla festa di Natale. Non solo calcio, il povero Trevor Berbick, decapitato la scorsa settimana da un colpo di macete e pugile da sfide con Alì, subito dopo essere sceso dal ring è stato arrestato per aver puntato una pistola al suo manager che non lo pagava, e altri 15 mesi per aver falsificato la firma della ex moglie per ottenere un mutuo. Quasi da libro cuore.
Comunque tranquilli, Gazza è uscito qualche ora dopo su cauzione, fuori c’era un’automobile nera che lo attendeva e lui ha fatto un bel sorrisone a tutti. Fra un mese il processo, ha tutto il tempo per farci avere nuove notizie.