Altra strage sulle strade: quattro ragazzi muoiono mentre vanno in discoteca

Stavano andando in discoteca a Catania, ma avrebbero poi dormito nella casa di uno di loro per non correre i rischi di un rientro a tarda notte, quattro ragazzi morti sabato sera schiantandosi contro un camion. Giuseppe Di Gaetano, proprietario e conducente della Mini Cooper, il 27 dicembre avrebbe compiuto 21 anni: era consulente enologo e ieri sarebbe rimasto a Catania per tornare oggi al lavoro, mentre i suoi tre amici sarebbero rientrati in paese col pullman.
Leandro Renna, 21 anni compiuti il 30 settembre scorso, lavorava come falegname nell’azienda artigianale dello zio e aveva accettato all’ultimo momento l’invito a trascorrere una serata di divertimento con i sui amici. Le altre due vittime, invece studiavano ancora: si tratta di Gabriele Corallo, 20 anni e Fabio Di Pietro, 19 anni compiuti il 2 ottobre. Lui giocava anche a pallavolo nella San Vito Giarratana, squadra di serie B2.
Tutti e quattro venivano da Giarratana, (Ragusa) e ieri, in segno di lutto, il sindaco ha annullato le manifestazioni in programma per il Natale, compreso il tradizionale presepe vivente, uno dei più belli della Sicilia.
La statale Ragusa-Catania, è nota come «la strada della morte». L’arteria risale a 40 anni fa quando il volume di traffico era un decimo di quello attuale: da quando la strada è in funzione i morti sono stati oltre 500, i feriti più di 20mila.
Una giornata, quella di ieri, segnata da altri incidenti, per fortuna meno gravi. Sull’autostrada A10 Genova-Ventimiglia, nel tratto compreso tra i caselli di Voltri e Arenzano, due auto sono rimaste coinvolte in un tamponamento. Il bilancio è di quattro feriti. Paura anche in Valtellina, dove in una galleria vicino a Sondalo, cinque auto sono rimaste coinvolte in una spettacolare carambola che avrebbe potuto finire assai peggio. Qui è rimasta ferita soltanto una persona. A Milano invece un ecuadoriano ubriaco fermato da una pattuglia per controlli ha investito due vigili spedendoli all’ospedale. Poi è fuggito ma, convinto dalla proprietaria dell’auto qualche ora dopo si è presentato al comando dei vigili. E qui è stato arrestato con l’accusa di resistenza e lesioni.