«Un’altra vendetta del Palazzo»

Sapete a cosa mi riferivo quando - nella mia lettera pubblicata lo scorso venerdì 10 marzo - parlavo di sistematica applicazione della legge «due pesi e due misure» che è ormai divenuta la «norma» (nel vero senso del termine...) per la Samp sin dal giorno in cui il Presidente Garrone ha dichiarato guerra ai Potenti del calcio?
Mi riferivo proprio a quello che abbiamo tristemente dovuto ri-vedere sabato sera al Meazza contro l'Inter e cioè: Adriano che segna e si toglie la maglietta per festeggiare e non viene neppure ammonito, mentre noi per un fatto identico abbiamo perso Flachi per due partite (e gli stessi media che hanno esaltato Adriano hanno crocifisso Francesco). E per favore non mi si venga a dire che arbitro, due guardalinee e quarto uomo non hanno visto, perchè io posso accettare la disonestà premeditata, ma non di essere preso in giro platealmente. Mi riferivo a Flachi che viene cacciato via «per lesa maestà» di Sua Altezza l'arbitro per avere riso per un rigore non concesso (con fallo invertito) ed avergli porto la mano ed a Veron che fa un fallo da rosso diretto sotto gli occhi dell'arbitro entrando su Palombo soltanto per fargli male e non riceve neppure un giallo. Mi riferivo ad un probabile rigore negato a Tonetto (probabile - anzi certo? - perchè nel dopo partita nessuna rete ha avuto il coraggio di farlo rivedere!) ed alla punizione generosamente elargita all'Inter sull'immediato rovescio di fronte. Ecco, quindi, a cosa mi riferisco ogni volta che non riesco a comprendere e a giustificare il Presidente Garrone per la guerra che sta facendo ai Potenti del Calcio, forse senza comprendere l'estatta portata delle conseguenze e di quanto questa lotta stia costando alla Samp e ai suoi tifosi. Fino ad ora è costata «soltanto» parecchi punti in classifica. Speriamo che il famoso conto che si paga alla fine - come ama sempre dire Novellino - non sia, un giorno, quello di una retrocessione in B.
Perchè tutto passa (presidenti, direttori sportivi, allenatori), mentre i tifosi restano.
Ebbene, quel giorno noi tifosi (e la nostra Samp) ci saremo di sicuro.
Gli altri?