«AltraSavona» decide di correre da sola Cappelli non vuole candidarsi a presidente

«Volare soli, volare alti». Non lascia spazio agli equivoci né agli inciuci del poltronificio lo slogan scelto da AltraSavona, il movimento apartitico nato nel gennaio 2008 e guidato da Sergio Cappelli, ex senatore leghista rientrato dopo tredici anni nell'agone politico. Ieri mattina a villa Cambiaso si è tenuto il congresso straordinario che ha ufficializzato la corsa alle prossime elezioni provinciali. «Oggi - ha dichiarato Cappelli - inizia la campagna elettorale. Quattro mesi lunghi, ma che per noi sono appena sufficienti». Corrono da soli, senza alleanze: «Non ci interessano gli accordi in cambio di un assessorato», dichiara il leader.
Il programma, definito un «patto per l'innovazione», snocciola in dieci punti i nodi cruciali che accendono il dibattito politico savonese e che, a detta dello stesso Cappelli, trovano il consenso sostanziale dei principali schieramenti. «Ma poi si litiga - spiega - perché si hanno più a cuore gli interessi partitici che quelli del territorio». E qui inevitabilmente la mente corre all'imbarazzante esperienza della precedente amministrazione provinciale guidata da Marco Bertolotto, e conclusasi, veleni dopo veleni, proprio per volontà della stessa maggioranza. Tra le proposte: dimezzare gli emolumenti degli amministratori pubblici («la politica è diventata un'occasione di indennità»), dotare il territorio di un polo di trattamento dei rifiuti avanzato («per ridurre, se non abolire, la tassa sullo smaltimento»), infrastrutture che vengano incontro alle esigenze ambientali, turistiche e industriali. Sui progetti caldi del Savonese il giudizio è netto: valutazione positiva sulla Margonara e sulla piattaforma Maersk. La vecchia politica, dicono, non serve più. Nel corso di febbraio verranno ufficializzati i nomi dei candidati e, soprattutto, del candidato presidente. «C'è una forte pressione perché sia io - dichiara Cappelli - ma per alcune considerazioni politiche non sono d'accordo». Vedremo se riusciremo a convincerlo, dicono i suoi. Poi il vivo della campagna elettorale, per arrivare agguerriti a giugno al primo giudizio degli elettori. «Sappiamo che non saremo tra le forze che andranno al probabile ballottaggio - confessa -. Ma per vincere una maratona si inizia dai primi cento metri». Fino al traguardo, le comunali del 2011.