Altre 60 ore di pioggia «I cittadini si autotutelino»

«Io credo che uno dei più grossi deficit, nel nostro Paese, in questo momento, sotto il profilo della Protezione civile sia quello di ogni singolo cittadino di autoproteggersi». Lo ha affermato Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione civile, intervenendo a un convegno a Firenze sull’alluvione del 1966 a 45 anni dalla sciagura. Gabrielli ha anche annunciato che le forti piogge che stanno cadendo sulla Liguria non cesseranno per 48-60 ore.
«Tutti i concetti più elementari di sussidiarietà e cittadinanza attiva - ha spiegato il capo della Protezione civile - partono dal presupposto che è il territorio il vero artefice, il vero attore principale delle vicende che poi accadono: se i cittadini si comportano in una determinata maniera, e se le amministrazioni locali permettono che ciò accada, poi non ci lamentiamo». Secondo Gabrielli infatti spesso «si è costruito dove non si doveva, non c’è stata tutela del territorio, ci sono state situazioni in cui si è costruito abusivamente ma poi sono intervenuti i soliti condoni che hanno consentito di passare da una situazione di illiceità a una di liceità, e quindi anche a pretendere risarcimenti». Il capo della Protezione civile ha quindi criticato gli appelli allo Stato per responsabilità che invece, a suo parere, sono dei territori: «I sindaci sono le prime autorità di Protezione Civile», ha ricordato, osservando che «c’è una cultura di protezione civile che può essere fatta anche prescindendo dalle risorse. Andando in giro sento parlare di leggi, ma una delle cose che non manca a questo Paese sono le leggi. Perché si tira sempre in ballo lo Stato? Perché è l’ente più lontano dalle responsabilità che stanno sul territorio». La stessa Protezione civile, secondo il suo capo, «non è risolutiva di tutti i problemi: non lo è, non lo è stata, non lo sarà. O si interviene in maniera significativa, ognuno per il pezzo che gli compete, o non risolveremo mai niente». Gabrielli ha quindi ricordato che gli avvisi di allerta per l’alluvione in Lunigiana sono stati tempestivi. «Eppure la gente - ha aggiunto - ha tenuto comportamenti che in qualche modo sono difformi, in contrasto, controproducenti rispetto a una politica seria di protezione civile».