Altre due donne aggredite e stuprate

Strattonata e costretta a seguire il suo aggressore in uno spogliatoio. In un campo sportivo di Ladispoli la giovane, una bulgara di 20 anni, viene picchiata e violentata. A Marino, invece, minacciata di morte e più volte stuprata in un’abitazione, una romena di 29 anni. Due episodi da far accapponare la pelle consumati la notte di San Silvestro sul litorale a nord della capitale e ai Castelli Romani. In tutti e due i casi i responsabili sono stati individuati da carabinieri e polizia: fermato con l’accusa di violenza sessuale e lesioni il primo, uno studente senegalese residente nella cittadina balneare, denunciato a piede libero M.D.N., romeno di 29 anni, che ha «agganciato» la poveretta durante un veglione di fine anno.
Secondo quanto raccontato dalla prima vittima, la bulgara impiegata come collaboratrice domestica, lo stupratore africano si sarebbe avvicinato alla stazione ferroviaria di Ladispoli. Buio pesto, solo pochi passeggeri quelli che scendono da un treno locale. Dopo una giornata di lavoro la 20enne attende un treno diretto a Roma. È sera, il ragazzo si siede accanto a lei su una panchina e le chiede l’ora. Lei taglia corto, ha paura. Si alza, afferra il telefono e cerca di raggiungere il bar sul piazzale Italia. Non ci riesce. Il giovane le afferra un braccio, la stringe fino a fare male. «Vieni con me, altrimenti sono guai». A pochi metri c’è un impianto sportivo, deserto. Un posto che il senegalese conosce bene: la fa passare attraverso un’uscita secondaria e la costringe a entrare in bagno. Quello che accade dopo la poveretta lo racconterà prima ai medici del pronto soccorso poi ai militari della caserma dei carabinieri. «Si è tolto i pantaloni e, dopo avermi picchiato sul volto, ha preteso un rapporto orale. Poi è fuggito, lasciandomi sanguinante a terra». La ragazza fugge sconvolta, chiede aiuto a un passante e viene trasportata alla vicina postazione del 118. Qui i sanitari le riscontrano un trauma cranico e varie ferite agli arti e al volto, soprattutto attorno la bocca. Dalla descrizione i militari rintracciano e sottopongono a fermo l’africano.
Anche i poliziotti di Marino non ci mettono tanto ad arrivare all’autore di uno stupro consumato la notte di Capodanno. C.S.M., romena, conosce M.D.N. a un cenone di fine anno. Dopo la mezzanotte l’uomo la convince a seguirla a casa sua. «Fino a quel momento era gentile e ben educato - spiega la donna agli agenti - poi si è trasformato in un bruto». Non ci mette tanto Maria (chiamiamola così) a capire quali sono le reali intenzioni del connazionale. Troppo tardi. Quando riesce a divincolarsi e a fuggire in strada il romeno ha già abusato di lei. I poliziotti la portano in ospedale per le cure mediche mentre scatta la caccia all’uomo. Durante la perquisizione nel suo appartamento gli inquirenti trovano elementi interessanti per le indagini. Insufficienti, però, per l’arresto: il magistrato si limita a denunciare l’uomo per violenza sessuale e sequestro di persona.
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