Altri consulenti e il deficit cresce

La giunta Marrazzo è costretta ad aumentare Irpef e Irap per ripianare i continui sfondamenti dei tetti di spesa sanitaria. Ora rischia il commissariamento, ma intanto continua a nominare consulenti esterni anche per la sanità. Della nomina, avvenuta in sordina e legittimata a fine aprile con la pubblicazione dell’incarico sul Bollettino ufficiale del Lazio, è stato investito l’avvocato Sergio Lupinacci. Di origine cosentina, classe 1966, per un anno sarà il consulente del governatore a supporto delle funzioni di indirizzo politico-amministrativo in materia sanitaria. Il tutto alla modica cifra di 50mila euro. Così si può affermare che è il ventunesimo consulente della giunta Marrazzo malgrado l’esecutivo, qualche mese dopo l’insediamento, aveva precisato nel regolamento regionale una norma (la 17 del 5 agosto 2005): «il contingente complessivo per gli incarichi di consulenza, a supporto di presidente e assessori è stabilito di 20 unità». Già, ma dopo 3 anni di governo siamo a 21 e, malgrado la sofferenza finanziaria dell’erario regionale si spendono per i fiduciari 1.156.000 euro. «Magari bastasse prendere esperti e tecnici per riparare al deficit - dice il senatore del Pdl Cesare Cursi - la giunta Marrazzo si ritrova a non aver affrontato i veri problemi strutturali della sanità. È andata solo stilando atti artificiosi e senza ritorno economico per il piano di rientro che peraltro anche, durante l’ultimo incontro di marzo con l’ex governo Prodi, sono stati bocciati. Ora ci troviamo con l’ultima mascalzonata di Prodi che invia a Marrazzo una comunicazione per indurlo ad aumentare le tasse e coprire il disavanzo». In questi mesi nulla si è fatto se non assumere consulenti. Nota dolente quella dei consulenti. Infatti anche l’assessore Battaglia ne ha ingaggiato uno. È Maria Teresa Bruni (60mila euro all’anno), «supporto delle funzioni di indirizzo politico e amministrativo in materia di orientamento sanitario». In pratica la stessa dizione utilizzata per il mandato di Lupinacci. Ma se vogliamo parlare di doppioni questo accade pure per l’assessorato ai Lavori pubblici che si avvale della consulenza sia di Carmelo Grasso (78mila) che di Carlo Malinconico (60mila). Così l’assessorato all’Urbanistica che annovera Maurizio Marcelloni (60) e Paolo Ravaldini (50). E altrettanto l’assessorato alla Cultura che ha nominato sia Doriana Valente (60) che Pierluigi Regoli (50). Spulciando gli altri incarichi troviamo altrettanti nomi con incarichi già rinnovati più volte. Giuseppe Nerio Carugno per l’assessorato all’Ambiente (60mila), Riccardo Faranda per Lavoro e pari opportunità (60), Alberto Leonardis per l’assessorato al Commercio (60), Mauro Riccardo al Bilancio (60), Edmondo Tordi alla Mobilità (60), Annalisa Vittore all’Istruzione (60), Michele De Simone per la Tutela dei consumatori (50), Matteo Berio per l’Agricoltura (50), Salvo Pettinato agli Affari istituzionali (30), Pierluigi Severi (68) che è consulente del Collegio degli esperti e preposto alle «funzioni di indirizzo politico e programmatorio della giunta» e Umberto Temperini (30) che assieme a Walter Angori (50) fanno da consulenti all’assessore alle Risorse umane e al patrimonio. E tra gli ultimi nominati pure Fabio Schietroma per le Politiche sociali (50). E il deficit sale.