Gli altri a giudizio La Norimberga del mondo arabo

Non c’è solo la condanna a morte di Saddam Hussein, quella più eclatante. E non solo il verdetto su Tarek Aziz. Sono in tutto 11 i processi conclusi, in corso o ancora da avviare presso il Tribunale speciale iracheno (Tsi), la cosiddetta Norimberga del deposto regime Baath (1968-2003).
Il primo si è aperto nell’ottobre 2005 e chiuso il novembre dell’anno successivo contro i responsabili della strage di Dujayl (1982), in cui per rappresaglia dopo un fallito attentato contro l’ex Rais 148 sciiti furono uccisi su ordine di Saddam Hussein, del fratellastro Barzan al-Tikriti, dell’allora vice presidente Taha Yassin Ramadan e dell’ex presidente del tribunale rivoluzionario Awwad al-Bandar. I quattro sono stati tutti condannati a morte e impiccati. Nel secondo Ali Hassan al-Magid, noto come Alì il Chimico, fu condannato alla pena capitale come «mente» della campagna scatenata nel biennio 1987-88 in cui morirono migliaia di curdi. Ma il vice presidente iracheno Tarek al-Hashimi si rifiuta di firmare il decreto per la messa a morte di Alì e altri due funzionari condannati con lui.
Sono in tutto cinque i processi ancora in corso e due quelli che devono ancora iniziare, quello sullo sperpero delle risorse nazionali e sull’uccisione dei membri del Partito comunista iracheno.