Altri guai per i genitori di Maddie: nell’auto trovati capelli della bimba

L’ora in cui la zia dice di essere uscita di casa smentita da un commerciante

Londra - «Siamo innocenti, viviamo dentro un incubo senza fine». Così Gerry Mc Cann, il padre della piccola Maddie, scomparsa lo scorso 3 maggio in Portogallo, ha descritto sul suo blog personale quello che lui e la moglie provano da quando la polizia portoghese li ha formalmente indagati.

Le quattromila pagine di dossier sul caso di Madeleine si trovano ora nelle mani del magistrato portoghese Pedro Miguel dos Anjos Frias che nelle prossime 24 ore deve decidere se accogliere le richieste del pubblico ministero ordinando gli arresti domiciliari per i Mc Cann. Nel frattempo la famiglia, che ha fatto ritorno in Gran Bretagna, nella sua casa di Rothley, nel Leicestershire, sta tentando di riprendere una routine quotidiana il più normale possibile. Ma è un’impresa ardua con giornalisti e fotografi perennemente accampati davanti a casa che li seguono appena escono.

Negli ultimi giorni gli agenti hanno effettuato nuove perquisizioni sequestrando altri oggetti appartenuti alla bambina, tra questi il suo amatissimo pupazzetto, il gattino da cui Kate Mc Cann non si è mai separata dal giorno in cui Maddie è scomparsa. Secondo i giornali portoghesi sembra che la polizia locale sia intenzionata a continuare gli interrogatori e sia pronta a effettuare persino degli scavi nei pressi della chiesa di Nossa Senhora da Luz dove la madre di Madeleine era solita rifugiarsi per pregare in ogni momento visto che alla famiglia era stata concessa una chiave dell’edificio. Da quanto riportava ieri il sito online di Sky News gli inquirenti starebbero tentando di entrare in possesso anche del diario della signora Mc Cann che potrebbe contenere qualche indizio interessante.

No comment della polizia, sulle notizie rivelate dai giornali inglesi stando alle quali nel bagagliaio dell’auto presa a noleggio dalla coppia 25 giorni dopo la scomparsa di Maddie sarebbe stata trovata una tale quantità di capelli della bambina giustificabile soltanto dalla presenza del suo cadavere. Impossibile trovarne tanti su giocattoli o vestiti. Ma le affermazioni secondo cui i test del Dna sarebbero risultati positivi al cento per cento sono state smentite dal capo della polizia. Ieri la Bbc ha rivelato che i signori Mc Cann valutano l’ipotesi di far effettuare altri test sui campioni esaminati per ora soltanto dalla polizia portoghese.

La loro attesa continua dunque e si fa sempre più snervante. Gerry e Kate, che per la loro difesa hanno assunto legali portoghesi e britannici, hanno già affermato di non voler utilizzare il denaro raccolto dal fondo per le ricerche della figlia per pagare queste spese. Sul caso è intervenuta perfino Jacqui Smith, ministro degli Interni britannico, che ha invitato i giornalisti a sospendere il circo mediatico montato intorno alla storia. «Al momento mi sembra che vi siano troppe speculazioni giornalistiche del tutto inutili sui reali progressi fatti in questa vicenda - ha detto la Smith - e mi auguro che finiscano. Se la polizia portoghese ha richiesto l’aiuto di quella britannica o dei nostri esperti, gliel’abbiamo fornito».