Altri mille soldati italiani a Kabul

Roma Dopo il sì di Silvio Berlusconi alla richiesta del presidente americano Barack Obama di inviare rinforzi in Afghanistan, ieri il governo italiano ha quantificato il proprio sostegno. Saranno mille i soldati che saranno inviati entro la fine del 2010 a rafforzare il contingente internazionale a guida Nato nel Paese asiatico.
Lo ha detto ieri sera il ministro della Difesa Ignazio La Russa in una conferenza stampa a palazzo Chigi, illustrando le decisioni assunte dalla riunione del Consiglio dei ministri del pomeriggio. «Con questa disponibilità, che il governo italiano assicura, noi saremo certamente fra quelli che si impegnano di più», ha aggiunto il ministro degli Esteri Franco Frattini.
L’Italia ha attualmente in Afghanistan circa 2.400 militari. I due ministri hanno precisato che c’è una disponibilità immediata del governo a riferire in Parlamento e che «l’annuncio di questa sera, deciso insieme con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è stato fatto per evitare che la stampa si esercitasse in illazioni» e in vista della riunione della Nato di oggi, ha detto La Russa.
Frattini ha anche ricordato che devono partire, come già previsto, altri 200 carabinieri addestratori. Frattini ha poi illustrato i tempi del ritiro: il presidente americano «Obama ha parlato di inizio ritiro nel 2011, vedremo se è possibile. Ma quando si parla di 2013 si parla di un obiettivo limite massimo».
La Russa ha aggiunto che «va avanti il già programmato rientro dai Balcani che compensa questo nuovo invio». Ma anche che ci saranno ulteriori riduzioni numeriche del contingente italiano in Libano. In particolare, con il passaggio del comando della missione Unifil alla Spagna, «ci sarà una riduzione di 200 uomini che sono quelli della cosiddetta Compagnia Comando che ora saranno necessariamente spagnoli». Non solo: «Stiamo trattando con gli alleati - ha spiegato La Russa - per una ulteriore, modesta riduzione».