Gli altri parlano, tutto il resto è Mancio

Da Londra insistono, eppure a Torino il tecnico nerazzurro ha dimostrato di avere la squadra in mano. E, se vince lo scudetto, merita la riconferma

Vale la pena acquistare Messi o spendere gli stessi danari per soddisfare Mourinho e le sue richieste di mercato? Qualunque persona sana di cervello dovrebbe avere la risposta confezionata. Come Messi ce ne sono pochi, forse nessuno. Mourinho è solo un allenatore e, come tanti, ottiene un buon risultato quando non fa danni. Per vincere basta Mancini, che fra l’altro ha già ottenuto di giocare le amichevoli estive solo in Inghilterra, e non in giro per il mondo come vorrebbe il business. Certo, la genialità di Moratti è senza limiti. Dunque mai mettere limiti alle sorprese. Ma oggi è meglio attenersi a fatti accertati. Per esempio, l’Inter di Torino, brutta quanto mai, ha dimostrato di avere anima camaleontica e un allenatore vero. Anima da grande squadra o da gruppo operaio. E probabilmente quest’anima gliel’ha data l’allenatore che, nel giro di quattro stagioni, ha deciso che l’importante non è giocar bene, ma vincere. Meglio se giocando bene.
Anno dopo anno, Mancini si è rifinito come tecnico ed è rimasto giovane. Perché solo un giovane, dentro, riesce ad accettare di cambiare le idee sue, se ne scopre di migliori. Il nostro talvolta si è ravveduto, talaltra corretto, ha mantenuto spigolosità, ma fatto piazza pulita nello spogliatoio. L’altra sera, una volta di più, ha dimostrato di essere allenatore, sfuggendo alla decisione facile. Ha escluso Balotelli, quando tutti l’avrebbero sconsigliato. Non importa se l’abbia fatto perché Corini voleva sfruttare la testa calda del ragazzino per farlo ammonire, oppure per una questione tattica o per scarsa obbedienza del giocatore. L’ha fatto. Rischiando danni e impopolarità, se le cose non fossero andate bene. La forza di Mancini oggi è questa: è l’allenatore in ogni momento e spesso sa dimostrarlo. Simpatico o antipatico, parla con i fatti. Le parole sono fumo. E qualche volta bugie.