Altri veti negli anni ’80 sullo sbarco dei giapponesi

Non soltanto i tedeschi hanno trovato uno sbarramento a mettere le radici in Italia. Anche i giapponesi, per un certo periodo, sono stati tentati dal nostro Paese. Ci ha provato, ovviamente senza successo, la Mitsubishi attraverso il «ponte» dell’importatore Luigi Koelliker e anche il colosso Toyota, a caccia di un’area dove poter beneficiare di agevolazioni in cambio della creazione di un grande polo industriale e posti di lavoro. Fonti che hanno vissuto quel periodo riferiscono che l’ennesimo cambiamento di programmi derivò «da posizioni negative ispirate da Torino». Non si trattava dell’area di Termini Imerese, ma di un’altra zona non bene identificata. Toyota non aspettò molto a capire la situazione e puntò decisa sulla Francia e la regione di Valenciennes, nel Nord. Ecco allora sorgere, a fronte di importanti investimenti, la grande fabbrica che produce tuttora la gamma Yaris e tre city-car in joint-venture con il gruppo Psa Peugeot Citroën.