Un altro accusatore di Preziosi finisce nei guai

È indagato per truffa il consulente sul fallimento del Como

Sembra la storia del corvo che dice al merlo «quanto sei nero». Di quello che è chiamato a giudicare, a valutare e che si scopre alla fine giudicato. È la storia di uno dei tanti accusatori di Enrico Preziosi finiti nei guai: in questo caso il commercialista ripetutamente chiamato dal tribunale di Como a svolgere il ruolo di consulente tecnico del Pm e del Giudice Civile nonché l'amministratore giudiziario dei beni sequestrati nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento in odor di bancarotta fraudolenta del Calcio Como. Il dottor Maurizio Grassano risulta infatti indagato dalla stessa procura di Como per per truffa ai danni dello stato perché avrebbe taroccato le parcelle presentate per la sua consulenza al tribunale aumentandole a dismisura.
Secondo le ricostruzioni investigative, avrebbe tenuto una contabilità parallela grazie alla quale, per due anni, avrebbe evaso il fisco per oltre 230mila euro. Un mese fa, per quanto si apprende, il sostituto Orsi aveva sollecitato la detenzione in carcere del commercialista per «la gravità dei fatti compiuti», una gravità che lo stesso magistrato inquirente definisce «eccezionale». Nella richiesta di custodia cautelare si legge, fra l'altro che Grassano avrebbe «truffato l'amministrazione giudiziaria arrecandole una serie di danni» e che necessita la detenzione, secondo il Pm, vi era il rischio che Grassano potesse «mettere in discussione la credibilità dell'organizzazione giudiziaria e a repentaglio anche la credibilità dei singoli magistrati» che a lui si erano rivolti. Tra questi anche il sostituto Vittorio Nessi, ora in forza alla Procura di Torino, e titolare dell'inchiesta sul fallimento della Calcio Como. Ma anche il collega che indagò sul Genoa Calcio. Per entrambi Grassano fu consulente. E pensare che proprio per la vicenda Como il presidente Enrico Preziosi aveva scelto il giudizio immediato proprio per voler fare chiarezza sulla sua posizione.
Intanto da Dubai, dove si trova in vacanza, il presidente del Genoa ha manifestato tutta la sua soddisfazione per il successo al Viareggio. «Questo è un successo per tutti coloro che vogliono bene al Genoa, sono contento per i tifosi» ha dichiarato il massimo dirigente rossoblù che negli ultimi tre anni, pur tra mille difficoltà, è riuscito a mettere a disposizione del settore giovanile un gruppo capace sotto la regia di Torrente di arrivare ben due volte in finale. «Dobbiamo puntare tutto sulla prima squadra» ha sempre dichiarato The Joker, ma alla fine i risultati sono arrivati anche nel settore giovanile. La seconda Coppa Carnevale è ora in bella mostra a Villa Rostan. Con il suo ghigno, la maschera simbolo del torneo, Burlamacco, sembra guardare il suo gemello che è lì dal 1965 quando, per la prima volta nella storia rossoblù, il Genoa si aggiudicò il torneo. L'evento ha portato grande entusiasmo nell'ambiente e si sta lavorando per organizzare una grande festa e da oggi le maglie dei grifoncini sono in vendita al Genoa Store.
Domani in Lega dovrebbe discutersi il ricorso presentato dal Genoa per ottenere una riduzione delle squalifiche a Bega e Leon intanto il giudice sportivo ha fermato per un turno Riccio, centrocampista del Piacenza prossimo avversario dei rossoblù.