Un altro anno senza che a Genova ci sia «via Tortora»

(...) E stanno diventando ormai quasi venti gli anni - Tortora se ne andò il 18 maggio 1988 stroncato da un tumore - dalla sua morte. La sua città natale sembra non essere particolarmente interessata ad onorare la sua memoria, mentre in tutto il Paese sono ormai innumerevoli i casi di strade, biblioteche, scuole a lui dedicate, per iniziativa di Comuni amministrati dai colori politici più diversi, a cominciare da Roma e Milano. E che non si dica che nella nostra città non ci siano strade disponibili. Sono ormai decine, infatti, gli illustri esponenti che hanno avuto la loro giusta memoria nella toponomastica cittadina: da Fabrizio De André a Paolo Mantovani, da Edoardo Garrone a Paolo Emilio Taviani, passando per Vittorio Pertusio, solo per ricordarne qualcuno. La più recente cerimonia di questo tipo ha visto l'intitolazione di una largo in Albaro a San Jose Maria Escrivà, fondatore dell'Opus Dei.
La questione della via a Enzo Tortora è sempre stata un chiodo fisso dei Radicali che, con l'alleanza della Rosa nel Pugno, si sperava potesse diventare finalmente cosa fatta. Le proposte nel corso degli anni sono state tante e diverse. Proprio una di queste ha anche causato una impasse burocratica. Una delibera comunale che prevedeva una nuova denominazione c'era anche stata, era la n. 546 del 2000, e prendeva in considerazione una parte di Via Pastrengo. All'altezza dei civici 7, 10 e 12 fino a via Mameli sarebbe dovuta diventare «Largo Enzo Tortora». Poi un ricorso al Tar di alcuni cittadini ha bloccato tutto. La colpa è stata, da parte della civica amministrazione, di non aver ritirato questa delibera e di non aver trovato nessuna altra possibilità. Nel mentre una marea di strade sono state successivamente intitolate. Si pensi, ad esempio, a tutta l'area della Fiumara. Qui era stata la Consigliera della Circoscrizione Centro Ovest di Forza Italia Barbara Barabino a farsi avanti, trovando solo porte chiuse: l'Ufficio toponomastica del Comune prese carta e penna, informandola che non era possibile nemmeno accettare la sua proposta proprio perché sulla carta, in questa delibera mai attuata, una via ad Enzo Tortora già c'era.
La questione è arrivata anche all'ordine del giorno della Circoscrizione Val Bisagno, per tramite del capogruppo di Alleanza Nazionale Domenico Morabito, insieme ai colleghi della Casa della Libertà in occasione del diciottesimo anniversario della morte di Tortora. La nuova regolamentazione della circolazione che interesserà la zona di piazzale Marassi avrebbe tra le conseguenze quella di realizzare una piazzetta senza nome. «La vicinanza alla zona delle carceri - spiegava Morabito - rende fortemente simbolica questa proposta, visto che Tortora è stato assolto con formula piena dopo tre anni di carcere. Crediamo che sia giunta l'ora che il Comune di Genova risolva le sue problematiche burocratiche. In questa piazza, poi, non vi sono civici che rischierebbero di essere penalizzati da un cambio di denominazione». Questa proposta riprendeva le motivazioni di quella che voleva intitolare a Tortora proprio il piazzale antistante il carcere di Marassi.
E dalle colonne del Giornale, anche il lettore Fernando Galardi si faceva avanti, proponendo la rotonda di corso Firenze, nel quartiere di Castelletto. In piena campagna elettorale per le elezioni politiche lo stesso Marco Pannella, in comizio a Genova, aveva tuonato: «In questa città sarebbe opportuno riprendere e accorciare i tempi per dedicare una strada o una via a Enzo Tortora che a Genova era nato. Invito i compagni dello Sdi in Comune a far accelerare i tempi». E il riferimento, nemmeno tanto cifrato, era all'assessore Arcangelo Merella, candidato alle elezioni politiche per la Rosa nel Pugno e ad oggi papabile candidato alle primarie del centro-sinistra per la carica di Sindaco. Ad interessarlo personalmente anche uno storico esponente dei Radicali genovesi, oggi nei Verdi, Piero Bellantone che ad aprile incassava un impegno da parte dello stesso Merella e del collega Tiezzi, assessore competente in materia: «Agli incontri con Tiezzi e Merella ha partecipato, assieme a me, anche il consigliere provinciale Marco Fallabrini. Prima dell'estate la commissione Toponomastica di Palazzo Tursi avrebbe dovuto pronunciarsi sull'intitolazione di una via a Tortora. La situazione, per quello che ne so, è a quel punto lì. Sono fermo a quelle dichiarazioni e non ci sono novità». E c'è da scommetterci che ormai la questione, per ovvie ragioni di tempistica, non sarà affrontata entro questo ciclo amministrativo.