Un altro bimbo travolto davanti all’asilo

Borgetto LodigianoCinque anni con tutta la vivacità che comporta l’età, felice per la splendida giornata di sole rara nel lodigiano d’inverno, corre fuori dall’auto della madre che è appena arrivata nel parcheggio della scuola materna: viene travolto e ucciso da un Suv guidato da un uomo che sta portando anche suo figlio all’asilo. In un attimo, la disperazione piomba su Borghetto Lodigiano. È accaduto tutto ieri mattina, nella scuola di via Lago. Un’altra tragedia che si aggiunge a quella consumata il giorno precedente a Revine Lago, un piccolo villaggio nel trevigiano, dove una mamma, convinta che il figlio fosse già sceso dal camper con cui lo accompagnava a scuola, non si accorge che il piccolo, 10 anni, è rimasto impigliato nella portiera, e lo trascina per centinaia di metri uccidendolo.
Simile copione ieri. Surreali i momenti che seguono i fatti: il conducente del Suv che non si accorge nemmeno di avere investito il bambino, Cristiano. La madre della vittima, Lidia, moldava, che gli urla: «hai sotto le ruote mio figlio» e poi prende in braccio il corpo ormai senza vita del piccolo, con il cranio sfondato, cullandolo per cinque lunghi interminabili minuti. E, poi, il padre Carlo, un italiano del posto da generazioni, quarantenne, che arriva qualche minuto dopo la tragedia nel parcheggio, si butta a terra in ginocchio e grida tutta la sua disperazione dicendo: «Ho atteso vent'anni per avere questo figlio, e adesso mi muore così». Sono le 9.20.
L’asilo è quello intitolato, ironia della sorte, a Gianna Beretta Molla, la donna, poi fatta santa, che morì pur di portare a termine una gravidanza. Nel parcheggio antistante la materna arriva prima Lidia. Fa come ogni mattina: prende la figlia più piccola dal seggiolino fissato anteriormente e sta per farla scendere dalla vettura, una Bmw 320. Ma stavolta qualcosa non va. Cristiano, infatti, impaziente di entrare a scuola sgancia da solo la sua cintura, spalanca la portiera destra e corre fuori. È una frazione di secondo. Dal sedile della Bmw il piccolo viene proiettato sotto le ruote del Suv che sta arrivando nel parcheggio e sbuca all’improvviso, in curva, da dietro il Bmw già parcheggiato. Non si accorge di nulla Christian F. il 35enne alla guida del suo Yourney Chrysler. Tanto che sull’asfalto, nel luogo dell’impatto, non c’è nemmeno il segno di una frenata brusca. Se non fosse per la madre che si accorge della tragedia e si mette a urlare all’uomo di fermarsi il corpo del piccolo sarebbe potuto essere ulteriormente dilaniato. Alle urla l’uomo realizza quando è successo. Blocca il mezzo dov’è, scende e la sua prima reazione è quella di togliere l’ormai cadavere del piccolo da sotto le sue ruote. È a questo punto che la madre lo prende in braccio e inizia a cullarlo davanti agli occhi increduli delle persone che, a una a una, richiamate dalle urla, si riversano nella piazzetta creata dal parcheggio portando chi un fiore, chi un lumino. Arrivano quasi subito i sanitari inviati dal 118 di Lodi: a loro non resta che constatare il decesso. Ma anche portare al Maggiore di Lodi Christian, completamente in stato di choc. Nella camera mortuaria dello stesso ospedale verrà poi portato anche il corpo di Cristiano. Poi, quei 20 metri quadrati diventano terra dei carabinieri che, eseguiti i rilievi di rito, denunciano Christian per omicidio colposo. «Assolutamente una tragica fatalità - dice il sindaco del borgo Franco Rossi - desidero proporre agli insegnanti una targa in questa scuola in memoria del piccolo. E la prossisma fiaccolata annuale in memoria di chi scompare, nostra tradizione, sarà in memoria di Cristiano. Mentre Anna Lucchini, prozia della vittima dice: «Ora la famiglia non c’è più, c’è solo tanto dolore. Una disperazione enorme». Una disperazione di tutti. Tanto che, per il giorno che verrà fissato per il funerale, l’amministrazione comunale ha deciso che proclamerà il lutto cittadino.