Altro che cortei, i comunisti difendono gli ufficiali di Nassirya

Anche i comunisti difendono i generali. O almeno lo fa Marino Andolina, consigliere comunale di Rifondazione a Trieste. Con una mozione invita il Consiglio del capoluogo giuliano a votare patriottica solidarietà al generale Bruno Stano (nella foto) ed al colonnello dei carabinieri Georg Di Pauli, capri espiatori della strage di Nassirya. Il primo condannato a due anni ed il secondo rinviato a giudizio, perché la base fatta saltare in aria dai terroristi era poco difesa.
Non solo: quel “diavolo” di Andolina si allea con “l’acqua santa” e firma la mozione assieme a Salvatore Porro della Democrazia cristiana per le autonomie. Il testo sbrodola di amore e ammirazione per le forze armate con esempi non proprio guerrieri. «In Libano i generali italiani hanno proibito ai propri uomini di spostarsi su carri armati per evitare di rovinare le strade appena asfaltate dei paesini del sud» si legge nella mozione. Un gesto che sarebbe servito ad accattivarsi le simpatie della popolazione e a far sorridere Hezbollah.
Andolina è un pediatra giramondo che ha curato chiunque finisse sotto le bombe. Sulla guerra in Irak rimangono tutti i distinguo comunisti del caso, ma i due consiglieri comunali di Trieste ritengono «che sia stato un atto inqualificabile da parte del Tribunale Militare l’incriminare e condannare dei soldati che non hanno fatto altro che interpretare correttamente gli ordini ricevuti». L’affondo alla magistratura militare registra un sussulto stile «siam pronti alla morte». «Un soldato accetta il rischio di perdere la vita in missione – si legge nelle ultime righe della mozione – È ingiusto che all’insulto cruento sofferto dai soldati di Nassiryah si aggiunga oggi quello di un’ingiusta condanna».