Altro che crisi: 17 miliardi ai risparmiatori

L’agenzia di rating Standard & Poor’s nei giorni scorsi ha gettato un’ombra sulla crescita economica italiana; e non mancano le fosche previsioni da parte dell’ufficio studi di Confindustria. Eppure a Piazza Affari si respira un clima totalmente diverso, con gli azionisti che stanno per incassare un fiume di denaro. Quest’anno, tra l’altro dopo le ottime trimestrali appena archiviate, blue chip e società di minore capitalizzazione torneranno a distribuire un assegno da 17 miliardi di euro, parte degli utili realizzati nel 2010. Solo in questa settimana lo stacco dei dividendi ha portato nelle tasche degli investitori oltre 9 miliardi. L’ammontare delle cedole è in deciso progresso (+30%) rispetto ai 13 miliardi di un anno fa. «Non abbiamo raggiunto i 30 miliardi del 2008 ma il segnale è chiaro, i conti delle principali aziende italiane sono in ripresa e i management tornano a premiare gli azionisti», spiega un analista.
A conferma della tendenza alla ripresa ci sono i dati del primo trimestre 2011, nel quale la maggior parte delle quotate ha continuato a sfornare utili con una crescita dei profitti media del 18%. Un progresso che si aggiunge al +36% messo a segno in tutto il 2010, anno che ha beneficiato del confronto con un 2009 pessimo. Il recente rapporto di analisi dei bilanci R&S-Mediobanca sul 2010 ha evidenziato che l’aggregato delle maggiori società industriali quotate in Borsa ha chiuso il 2010 con un incremento del margine operativo netto del 19% e un balzo dei profitti del 29%. A correre di più sono stati gli utili delle società che hanno raccolto i frutti di anni di ristrutturazioni e taglio dei costi, che hanno permesso di espandersi nei mercati emergenti. Presenza che si è consolidata anche durante gli anni di crisi. Le migliori performance sono state quelle di Pirelli, Tod’s e Campari.
Nel primo trimestre il gruppo guidato da Tronchetti Provera ha più che raddoppiato gli utili a 82,8 milioni di euro dai 39,2 milioni dello stesso periodo del 2010 e ha alzato le stime per il 2011, anno in cui stima di raggiungere un fatturato di 5,95 miliardi. Il gruppo ha alzato anche la cedola a 16,5 centesimi dai 14 centesimi dell’anno precedente. Boom di utili anche per gli energetici. Eni, ha archiviato il trimestre con ricavi in crescita del 16% a 28,878 miliardi e un utile netto rettificato in aumento del 21,6% a 2,22 miliardi. Ottimi risultati anche per Enel che ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto consolidato pari a 1,201 miliardi, in aumento del 14,4%. E il grosso della polpa dei dividendi viene proprio dai big energetici: le sole Eni ed Enel, con oltre 6 miliardi di cedole distribuite, valgono un terzo di tutti i dividendi che quest’anno saranno staccati a Piazza Affari. Con ritorni davvero interessanti: Eni con un euro di dividendo premia i propri azionisti con un rendimento del 6,1%. Enel con 28 centesimi offre il 6%.
Quest'anno dovrebbe vedersi un po' di luce anche sui profitti delle banche. Intermonte stima un rimbalzo del 53%, in media, per il settore. Un primo segnale arriva da Unicredit con utili netti saliti del 56% a 810 milioni tra gennaio-marzo. Bene anche per Intesa, che ha archiviato il primo trimestre dell’anno con un utile netto normalizzato a 762 milioni di euro, in aumento del 7,3% rispetto ai 710 milioni del primo trimestre 2010. Nonostante l’annuncio di un aumento di capitale da 5 miliardi, Intesa non rinuncia a distribuire il dividendo di 8 centesimi per le ordinarie, con un rendimento del 4,7%. Meno generoso quello di Unicredit, 3 cent, pari a un ritorno dell’1,9%. Tra gli altri big di Piazza Affari, Generali ha archiviato il primo trimestre 2011 con un utile a 616 milioni in aumento del 16,8%. Un risultato superiore alle attese degli analisti che avevano ipotizzato un utile a 573 milioni. Dopo l’ottima trimestrale il Leone di Trieste lunedì ha distribuito una cedola di 45 centesimi con un rendimento del 3%. Ricco dividendo anche per gli azionisti di Fiat che il 18 aprile ha staccato cedole con rendimenti superiori al 5% per titoli di risparmio e privilegiati. Il gruppo ha archiviato l’anno con un utile netto quasi triplicato a 37 milioni di euro.
I numeri parlano chiaro, nonostante i timori di una agenzia di rating su tre, Moody’s e Fitch confermano la fiducia nel Paese, Piazza Affari quest’anno promette una decisa ripresa degli utili.