Altro che finta aggressione: ci sono i referti e i testimoni

Un commerciante: "Colpita con due ginocchiate". Il fatto confermato da due vigili presenti alla scena

Milano - Una testimone oculare, una siriana intervistata da Radio Popolare, che smentisce tutto, «non c’è stata alcuna aggressione, la signora si è semplicemente messa a sedere». Ma altre testimonianze che dicono esattamente il contrario: Franca Rizzi, madre di un assessore del Pdl e lei stessa militante berlusconiana è stata effettivamente colpita al termine di un diverbio con un sostenitore dello schieramento opposto, durante la visita di Letizia Moratti al mercato rionale di via Osoppo.

E almeno due di queste testimonianze, quella di altrettanti vigili urbani presenti alla scena, sono contenute nel rapporto che il capo della Digos Bruno Megale invierà stamane al pubblico ministero Armando Spataro: rapporto che dovrebbe costituire la chiusura di un «giallo» sulla cui ricostruzione i due schieramenti si sono affrontati pesantemente in questi giorni finali di campagna elettorale, con il centrosinistra che parlava di «sceneggiate, di tuffi in area di rigore», un po’ come si era detto dell’aggressione a Silvio Berlusconi in piazza del Duomo.

Anche i referti medici dell’ospedale San Carlo, con i cinque giorni di prognosi riconosciuti alla anziana signora, costituiscono un riscontro: ma si tratta di referti basati (in assenza di lesioni evidenti) sui sintomi dichiarati dalla stessa paziente. Oggettive sono invece le testimonianze. Come quella del commerciante Alessandro Di Pietro, titolare di un banchetto al mercato di via Osoppo, che racconta al Giornale: «Ho visto la signora che era già sorretta da due uomini, si è avvicinato questo tipo sdentato e le ha dato due ginocchiate. L’ho vista accasciarsi davanti ai miei occhi. Quando sono intervenuto per aiutarla, quello che l’aveva colpita se l’è presa anche con me, mi minacciava “Ti vengo a prendere”». È una ricostruzione che Di Pietro si dichiara pronto a ripetere anche agli inquirenti.

Già nelle mani della Digos, invece, è il racconto dei «ghisa» che hanno assistito alla scena. Sono testimonianze, venendo da pubblici ufficiali, che hanno un peso particolare. Racconta al Giornale uno di loro: «Ero con i miei sette colleghi al mercato, in servizio antiabusivi. Sapevamo che stava per arrivare il sindaco, e poiché il clima era tutt’altro che favorevole eravamo un po’ sulle spine. Infatti appena la Moratti ha iniziato la sua passeggiata tra le bancarelle sono iniziati a volare urla e insulti tra sostenitori e oppositori. A un certo punto mi sono trovato davanti un uomo e una donna che si urlavano in faccia, viso a viso, fino a che l’uomo ha colpito la signora al femore con due ginocchiate. Intervenire era difficile, rischiava di diventare un problema di ordine pubblico, allora senza qualificarci abbiamo iniziato a rallentare la camminata dell’uomo che stava cercando di allontanarsi insieme ad altri soggetti che lo incitavano a sparire.

C’era una ressa incredibile, una confusione generale. Alla fine un agente del commissariato Bonola lo ha avvicinato e gli ha chiesto i documenti, lui ha rifiutato di consegnargli, e ha provato a rifiutarli anche quando è arrivato l’equipaggio di una Volante, ma a quel punto eravamo così numerosi da poter affrontare la situazione. Gli agenti hanno spiegato all’uomo che o consegnava i documenti o lo avrebbero portato via con la Volante. E lui si è rassegnato».